Financialounge.com

Vontobel: "Nel 2026 commodity centrali per i portafogli ma la dispersione continuerà"

Per Kerstin Hottner, Head of Commodities di Vontobel, l'oro è il bene rifugio favorito. Più cautela sull'argento. Per i metalli industriali attenzione al rame

Le commodity nel 2026 resteranno una componente rilevante per i portafogli multi-asset. A dirlo è l'analisi di Vontobel per cui le allocazioni in materie prime, in un contesto di politiche monetarie e fiscali accomodanti, assumono un valore crescente  sia in termini di diversificazione che per la copertura dell'inflazione. "L’esperienza recente lo conferma: nel 2022, in una fase di elevato rischio geopolitico, le commodity sono state l’unica asset class di rilievo a conseguire rendimenti positivi" fa sapere Kerstin Hottner, Head of Commodities di Vontobel.

I METALLI PREZIOSI: L'ORO E L'ARGENTO
Nel prossimo trimestre, secondo l'analisi, nonostante l'intensità dei recenti rialzi sia stata notevole, i rischi di rialzo superano quelli di ribasso per i metalli preziosi. Vontobel consiglia di mantenere un posizionamento overweight con alcune differenziazioni tra i singoli metalli in funzione della propensione al rischio. Sull'oro la posizione è decisamente rialzista. "La forza dell’oro è sempre più legata al suo ruolo macroeconomico piuttosto che a tensioni sul mercato fisico. In un contesto caratterizzato da persistente incertezza sulle politiche economiche, l’oro continua a beneficiare di una solida domanda da parte delle banche centrali, di rischi geopolitici elevati e del suo status di bene rifugio per eccellenza" analizza Hottner. L’argento presenta invece prospettive più caute. Il metallo ha messo a segno un rally straordinario, con un rialzo di circa +138% nel 2025. Per Vontobel, però, è rischioso inseguire i prezzi a questi livelli. A differenza dell'oro, infatti, il movimento non poggia su solidi fondamentali ed è stato in larga parte alimentato da posizionamenti speculativi.

PREZZI E ANTICIPO DEGLI SCAMBI IN VISTA DEI DAZI
Alle base delle recenti dinamiche dei prezzi, spiega l'analisi,  c'è stato l'anticipo degli scambi in vista dei dazi e la dislocazione dei mercati. Le speculazioni sui dazi statunitensi all'importazione hanno spinto ingenti volumi d'argento a essere pre-posizionati nei caveaux del COMEX (New York Commodity Exchange), lasciando esigue le scorte a Londra, che rappresenta il mercato di riferimento per i prezzi. Questo squilibrio ha generato una tensione sul mercato fisico, evidente nei tassi di leasing elevati: gli operatori sono disposti a pagare premi per prendere in prestito il metallo. Se emergesse maggiore chiarezza sulle politiche tariffarie e l’argento defluisse dagli Stati Uniti, la liquidità sul mercato londinese potrebbe normalizzarsi rapidamente. Si aprirebbe, quindi, la strada a una correzione marcata. In caso contrario, la tensione sull’offerta e l’elevata volatilità sono destinate a persistere.

PLATINO E PALLADIO: RIALZI POCO SOLIDI
Tra le commodity, secondo Vontobel,per platino e palladio  bisogna mantenere un approccio attendista. Entrambi i metalli hanno registrato un rialzo dall'inizio dell'anno, sostenuti dal movimento positivo del comparto dei metalli preziosi, dalle tensioni commerciali e dai vincoli sull'offerta. Comunque, una parte significativa dei guadagni riflette più le preoccupazioni legate ai dazi e la speculazione che solidi fondamentali. L’elevata volatilità è quindi destinata a persistere.

METALLI INDUSTRIALI: ATTENZIONE AL RAME
Il rame ha raggiunto nuovi massimi storici con un balzo da 10.700 dollari per tonnellata a metà novembre fino al record di 13.000 dollari a inizio gennaio, pari a un rialzo di circa +20% in sole sei settimane. Da questi livelli, per Vontobel, i prezzi possano incontrare crescenti difficoltà. La domanda mostra segnali di indebolimento, in particolare in Cina, il principale consumatore mondiale di rame, dove la crescita della domanda è diventata nettamente negativa negli ultimi mesi. Il recente rally poi è stato sostenuto dagli Stati Uniti, che hanno assorbito l’eccesso di offerta di rame a fronte delle preoccupazioni legate ai dazi. Questo materiale viene accumulato in scorte piuttosto che utilizzato. Anche l’eccesso di importazioni statunitensi, però, potrebbe ridursi, aprendo la strada a una correzione dei prezzi. Esaurito l’eccesso di assorbimento di rame da parte degli Stati Uniti, l’attenzione tornerà sui fondamentali: la domanda cinese debole e le scorte globali ai massimi degli ultimi cinque anni. La Cina, storicamente netta importatrice, ora sta esportando rame a causa della debole domanda interna. Un flusso destinato probabilmente a ricostituire le scorte del London Metal Exchange.

COSA POTREBBE SPINGERE I PREZZI DEL RAME PIÙ IN ALTO?
Secondo Hottner, però, i prezzi del rame potrebbero essere spinti ancora più in alto in due casi. In primo luogo se gli Stati Uniti continuassero a importare questa commodity in eccesso. In secondo luogo a causa delle interruzioni nella produzione mineraria. Se le miniere non dovessero rispettare le stime di produzione, ulteriori vincoli sull’offerta potrebbero restringere il mercato.

IL NICHEL E L'ALLUMINIO
Per il nichel si mantiene una posizione neutrale, prevedendo che i prezzi resteranno all'interno di un intervallo stabile. "Sul fronte ribassista, l’offerta abbondante e le scorte elevate esercitano pressione sul mercato anche se l’Indonesia, principale fornitore globale, sta segnalando misure a sostegno dei prezzi, comprese possibili riduzioni delle quote nel 2026" conclude Kerstin Hottner, Head of Commodities di Vontobel. L'alluminio, invece, viene giudicato sopravvalutato rispetto ai costi di produzione, motivo per cui Vontobel mantiene un sottopeso.