Omicidio a scuola

La Spezia, Atif era stato monitorato dalla Digos perché "a rischio di radicalizzazione religiosa"

Gli accertamenti non portarono a nulla. L’attività era scattata dopo che una docente aveva segnalato che l’alunno aveva parlato "di Islam in maniera piuttosto estrema"

© Ansa

C'è stato un tempo nel 2024 in cui Zouhair Atif, lo studente di 19 anni accusato di aver ucciso con una coltellata il compagno di scuola Abanoub Youssef a La Spezia, era monitorato dai poliziotti della Digos, perché ritenuto "a rischio di radicalizzazione religiosa". Lo riporta "Il Secolo XIX", precisando che gli accertamenti non portarono a nulla: "Quel rischio, in realtà, non c’era", osserva una qualificata fonte investigativa. L’attività d’intelligence era scattata dopo che una docente della scuola aveva segnalato che l’alunno aveva parlato "di Islam in maniera piuttosto estrema".

Le idee sul femminicidio e la gelosia -

 Lo studente aveva fatto poi un compito in classe sul tema del femminicidio, in cui aveva espresso idee ritenute preoccupanti. Riletta oggi, la vicenda impressiona, anche se è completamente scollegata da quanto accaduto venerdì 16 gennaio all’istituto professionale Einaudi-Chiodo di La Spezia. Da ciò che emerge finora nell’inchiesta, il gesto sarebbe stato compiuto per "gelosia", perché Youssef e la fidanzata di Atif si erano scambiati alcune foto dei tempi delle scuole medie. "Zouhair era gelosissimo, diceva che ero soltanto sua e Aba lo provocava. A scuola, quando si incrociavano in corridoio, si scambiavano insulti, anche in arabo", ha raccontato la ragazza, ancora minorenne, nell’interrogatorio di mercoledì scorso in Procura.

Le parole dell'avvocato -

 "Di questi accertamenti della Digos non so nulla", spiega l'avvocato difensore, Cesare Baldini. "So soltanto che Atif in carcere ha chiesto di poter leggere il Corano. Mi preme, però, ricordare che è un ragazzo che ha manifestato più volte intenti suicidi e ha vissuto per anni lontano dai genitori: loro erano in Italia, lui in Marocco con gli zii. Il contesto sociale è sicuramente complesso. Ho chiesto alla Procura di valutare la possibilità di una perizia psichiatrica perché credo sia un ragazzo che vada valutato anche sotto quel profilo". Anche se si tratta di una vicenda di anni fa, il pm Giacomo Gustavino ha fatto sequestrare il compito in classe sul femminicidio, ed è stata ascoltata anche la professoressa che in passato si era preoccupata sentendo Atif discutere di religione in classe.

La dinamica dell'omicidio -

 Gli accertamenti servono a tratteggiare il profilo del giovane e a cercare di capire come sia arrivato a compiere un gesto simile. Nelle ultime ore, la polizia ha riascoltato degli alunni che hanno assistito all’accoltellamento. Stando alle ricostruzioni emerse finora, venerdì 16 gennaio, attorno alle ore 11.45, Atif, dopo aver consegnato il compito di matematica, ha preso il coltello dallo zaino ed è salito al secondo piano dove c'era Youssef, seduto su una sedia vicino a una cattedra in corridoio, per poi colpirlo davanti agli altri ragazzi.

Allora Youssef si sarebbe allontanato, e Atif lo avrebbe inseguito dentro una classe: la vittima si è scusata tre volte. A quel punto, Atif sarebbe uscito a cercare la fidanzata per farle vedere cosa aveva fatto. È stato sull’ingresso dell’aula che un insegnante è arrivato e lo ha disarmato.

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