
I genitori di Federica Torzullo sono stati sentiti, nuovamente, nella caserma dei carabinieri della compagnia di Bracciano nell'ambito dell'indagine sulla morte della donna per il quale è accusato il marito, Claudio Carlomagno, reo confesso. "Non posso credere che l'abbia uccisa", ha ripetuto la mamma di Torzullo, Roberta Virgulti, a carabinieri e pm, come riporta Il Messaggero. La donna ha anche raccontato che, il pomeriggio dell'8 gennaio, ha rassicurato il genero. "Claudio era molto preoccupato per la separazione e l'ho tranquillizzato: 'Non cambierà nulla, non ti lasceremo solo'", ha aggiunto Virgulti.
Inoltre, la donna ha aggiunto di aver detto al genero che la figlia era decisa a separarsi, ma anche a rispettare ciò che si era deciso: "il bimbo avrebbe continuato a vivere nella villetta di via Costantino 9 - la stessa in cui la 41enne ha trovato la morte - mentre la vittima e il marito si sarebbero alternati", si legge sul quotidiano romano.
Cosa non torna -
Tra i punti ancora da chiarire nella ricostruzione degli investigatori ci sono la presenza di una "persona non identificata" a bordo dell'autovettura di Carlomagno e quella del padre Pasquale, non indagato, davanti all'abitazione del figlio dopo il femminicidio.
Il sospetto della procura di Civitavecchia è che l'uomo non abbia agito da solo nelle fasi successive all'omicidio. Su questo fronte, infatti, ora si concentra l'attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo del reparto territoriale di Ostia, coordinati dal procuratore di Civitavecchia Alberto Liguori. Giovedì, nella caserma della compagnia dei carabinieri di Bracciano si è tenuto un vertice investigativo per fare il punto sulle incongruenze temporali e sui movimenti sospetti registrati il 9 gennaio, giorno in cui Torzullo sarebbe stata uccisa nella villetta di via Costantino, ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma.
Secondo quanto emerge dagli accertamenti, la presenza del padre dell'indagato, Pasquale Carlomagno, a bordo di un furgone Doblò davanti all'abitazione teatro del delitto, è stata riscontrata tra le 7:08 e le 7:17, dopo l'omicidio. Ma a non convincere chi indaga è soprattutto un altro elemento. Quando alle 14:17, nel momento in cui Carlomagno fa rientro nell'abitazione, i tracciati e le verifiche parlano della presenza di una terza persona, non ancora identificata.
Gli inquirenti non escludono che qualcuno, molto vicino a Carlomagno, possa averlo aiutato a ripulire il sangue e a cancellare le tracce del delitto in un arco temporale che, secondo la procura, appare difficilmente compatibile con l'azione di una sola persona. Un sospetto che emerge anche nelle valutazioni del gip Viviana Petrocelli, che nell'ordinanza di custodia cautelare sottolinea come non sia stato chiarito in modo convincente "in che modo l'indagato sia riuscito a eliminare le tracce ematiche dall'abitazione in un tempo così ristretto".
Si continua a cercare il coltello -
Giovedì mattina i carabinieri di Ostia hanno proseguito le ricerche del coltello con cui Carlomagno avrebbe accoltellato a morte la moglie. L'arma, secondo i tracciati Gps dell'auto, sarebbe stata gettata in un canale nei pressi della via Braccianese Claudia, poco dopo l'occultamento del cadavere.