POLITICA E INCHIESTE

Maugeri: per Formigoni "cash" invisibile

I magistrati: fondi straordinari a disposizione del Governatore, ma i soldi non passavano mai dai conti correnti

© Tgcom24

© Tgcom24

Dalle carte dell'inchiesta chiusa formalmente martedì sulla Fondazione Maugeri, gravi accuse per Roberto Formigoni, a cui è contestata l'associazione per delinquere. Formigoni, insieme al faccendiere Daccò, esercitava direttamente pressioni per delibere in favore della fondazione: e i fondi ottenuti venivano gestiti dalle banche fuori da qualsiasi conto corrente e direttamente a disposizione del presidente lombardo.

La Regione, di fatto, erogava verso la fondazione delle funzioni non tariffabili che venivano poi convertiti in rimborsi gestiti in fondi neri per miliardi di lire già dal 1999 e quindi in milioni di euro (circa 8) negli anni a seguire da funzionari di banca "a disposizione" di Formigoni, funzionari che poi ricevevano prebende in contanti per i loro servizi. Questo, secondo la Guardia di Finanza, spiegherebbe il particolare sulla totale assenza di ricevute in possesso dell'ex Governatore, che, sempre secondo i faldoni dell'inchiesta, spendeva totalmente in contanti cifre notevoli per beni e servizi di lusso:  gli ormai noti viaggi trascorsi in posti esotici con villa e servitù, ma anche cene in ristoranti di massimo livello, barche, champagne di marca, persino una casa da 352mila euro per l'ex fidanzata Emanuela Talenti, cosmetici per il viso. I conti di tutto questo, pressochè sempre, venivano poi direttamente liquidati da Daccò.