I dazi hanno tenuto banco nel 2025 e anche in questo scorcio di 2026. Lo spettro di una guerra commerciale ha tenuto i mercati con il fiato sospeso per mesi, fino agli accordi che man mano gli Stati Uniti hanno firmato con le altre nazioni. Un allarme in parte rientrato, quindi, come dimostrano i numeri dell’export italiano nei primi undici mesi del 2025.
ITALIA QUARTO ESPORTATORE AL MONDO
Non solo il Made in Italy non ha sofferto per le tariffe aumentate da Donald Trump, ma ha addirittura guadagnato terreno in termini di volumi e valore. Lo dimostrano i dati Sace, l’agenzia italiana per l’assicurazione dell’export, analizzati per Avvenire in un articolo di Giancarlo Salemi. Da gennaio a novembre 2025 l’Italia ha esportato beni per 591,3 miliardi di euro, con un aumento del 3,1% sul valore e dello 0,4% in termini di volumi. Nello stesso periodo, l’Italia è diventato il quarto Paese al mondo per esportazioni con il 5% del totale, superando nella classifica Francia, Corea del Sud e Francia.
OBIETTIVO 700 MILIARDI ENTRO IL 2027
I dati relativi all’export italiano sono stati illustrati nel corso del roadshow di Sace che si è chiuso nei giorni scorsi a Roma. La parola chiave emersa negli interventi è stata diversificazione (dei mercati di sbocco) e l’obiettivo a breve termine è stato fissato: superare i 700 miliardi di euro di export entro il 2027. Secondo Alessandro Terzulli, capo economista Sace, il Made in Italy “ha le carte in regola per farcela” a patto di “essere presenti in maniera più diffusa sui mercati internazionali”, senza trascurare i mercati tradizionali. Gli ultimi dati registrano una crescita importante delle esportazioni italiane in Medio Oriente, e in particolare negli Emirati Arabi (+18,5%), Oman (+6%) e Arabia Saudita (+3,8%). Dati positivi anche dall’India, dalle Filippine e dal Marocco.
IN CRESCITA L’EXPORT VERSO GLI USA
Anche le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute nei primi undici mesi del 2025. L’aumento è stato del 7,9%, un dato frutto in buona parte della corsa alle scorte che ha caratterizzato il periodo post-Liberation Day, ovvero dopo l’annuncio dei dazi a tappeto fatto da Trump. Per quanto riguarda l’export verso gli Usa, il contributo maggiore è arrivato da farmaceutica e cantieristica navale.