Il Parlamento europeo ha approvato con 334 voti a favore, 324 contrari e 11 astenuti la richiesta di inviare il testo dell'accordo commerciale Ue-Mercosur alla Corte di giustizia dell'Unione europea per un parere legale. Ora l'Eurocamera, per l'attuazione definitiva dell'intesa, dovrà attendere l'esame della Corte, che potrebbe richiedere mesi. Solo dopo il Parlamento potrà votare la ratifica finale dell'accordo.
La Commissione Ue: "Rammarico per la decisione" -
"La Commissione europea si rammarica per la decisione presa dal Parlamento europeo. Secondo la nostra analisi le questioni sollevate nella mozione del Parlamento non sono giustificate, perché la Commissione le ha già affrontate tali questioni" e "in modo molto dettagliato", ha detto il portavoce della Commissione Ue Olof Gill interpellato sulla mozione approvata al Pe. "Non si tratta di questioni nuove, erano già state affrontate", ha ribadito.
La Commissione Ue ha anche reso noto che avvierà "un confronto" con i governi nazionali e gli eurodeputati "prima di decidere i prossimi passi" sul Mercosur. Bruxelles difende l'impianto giuridico dell'intesa e i paletti sulla sicurezza sanitaria e ambientale, ribadendo che i testi sono stati negoziati e firmati nel pieno rispetto dei Trattati, e sottolinea di aver lavorato in stretta cooperazione con Parlamento e Paesi membri. La Commissione Ue sottolinea anche che i Parlamenti nazionali potranno esprimersi secondo i rispettivi iter.
Merz: "La decisione del Parlamento Ue è deplorevole" -
"La decisione del Parlamento europeo sull'accordo Mercosur è deplorevole. Essa non tiene conto della situazione geopolitica. Siamo convinti della legittimità dell'accordo. Basta con i ritardi. L'accordo deve essere applicato in via provvisoria", ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X dopo la decisione del Parlamento Ue.
Parigi esulta -
''Rinviando l'accordo Mercosur davanti alla Corte di Giustizia dell'Unione europea, il Parlamento europeo si è espresso in coerenza con la posizione che abbiamo difeso: la Francia sa dire di 'no' quando serve e spesso la storia le dà ragione'', ha scritto in un messaggio pubblicato su X il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, aggiungendo che ''la lotta continua per proteggere la nostra agricoltura e garantire la nostra sovranità alimentare".