"Perché non risolvete la questione a Stranamore?". E' questa la proposta avanzata dal giudice che si occupa del procedimento per diffamazione avviato dal cardiochirurgo Mario Viganò contro Alberto Castagna. Il presentatore è accusato di aver rilasciato dichiarazioni infamanti su una presunta "scivolata" presa dal medico che lo operò. Del resto, come conciliare due star "del cuore" divise in aula da anni, se non facendole salire sul famoso camper?
Può sembrare strano, ma è proprio questa la soluzione suggerita dal giudice Italo Ghitti, ex gip di Mani Pulite, nel corso di una delle tante udienze tenute al Tribunale di Milano. La causa, infatti, si protrae ormai da anni, fin dai giorni immediatamente successivi alla guarigione del presentatore: dopo essersi ripreso dalla crisi che lo aveva colpito durante l'estate del 1998, Alberto Castagna aveva rilasciato alla stampa alcune dichiarazioni riguardo una presunta '"scivolata" medica presa dal famoso cardiochirurgo Mario Viganò, che lo aveva operato per primo.
"Io un'idea ce l'avrei.." ha suggerito ad un certo punto il giudice milanese, secondo il quale un confronto tra i due imputati nel corso della famosa trasmissione condotta da Castagna potrebbe costituire un equo indennizzo morale della parte offesa. Il primo a tuonare contro la proposta è stato il legale del cardiochirurgo, che ha dichiarato di pretendere "scuse vere". Ma, in realtà, l'ipotesi non ha convinto del tutto nemmeno il presentatore che al giudice, quasi schernendosi, ha ricordato che lui fa 'Stranamore': "... e io non posso mica fare una dichiarazione d'amore, nonostante la sua avvenenza, al professor Viganò". E al giudice non è restato altro da fare che aggiornare il processo al 25 febbraio prossimo.
Il dramma colpì Alberto Castagna nel luglio del 1998 quando, qualche mese dopo un'operazione al torace per la sostituzione di una valvola aortica, venne colto da una crisi e ricoverato d'urgenza per un aneurisma dissecante. Fu sottoposto a due complessi interventi al cuore, il primo dei quali eseguito dal dottor Viganò. In seguito, però, il suo organismo cominciò a cedere e i medici furono costretti a intervenire di nuovo, asportandogli un rene e praticandogli una tracheotomia. Uscì dall'ospedale l'11 marzo del 1999.