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Trump a Davos non spaventa le Borse europee

Milano e Francoforte cedono lo 0,2%, mentre Londra e Parigi aprono sopra la parità in attesa del discorso di Trump a Davos, dove arriverà con tre ore di ritardo per un problema all'aereo presidenziale. Continua la corsa dell'oro

Cali contenuti per le Borse europee nelle prime battute. Il Ftse Mib e Francoforte cedono lo 0,3%, Parigi viaggia intorno alla parità mentre Londra apre poco sopra.

TRUMP (IN RITARDO) A DAVOS
Con tre ore di ritardo, ma Donald Trump arriverà in Svizzera per il forum di Davos. L’aereo presidenziale ha avuto un problema elettrico e il tycoon è stato costretto a cambiare mezzo. L’attesa è tutta per le parole di Trump, che ha occupato le ore del ritardo lanciando nuovi messaggi a Macron – ormai diventato il suo bersaglio principale dopo il no della Francia alla partecipazione al Consiglio di Pace per Gaza – e al segretario della Nato Rutte. In una conferenza stampa precedente, Trump ha affermato di voler mantenere gli Stati Uniti nella Nato e di poter raggiungere un accordo per l'acquisizione della Groenlandia che renderebbe felici i membri dell'alleanza.

SCONTRO SU GROENLANDIA E GAZA CON LA FRANCIA
Intanto, secondo quanto riporta il Financial Times, l'annuncio previsto proprio a Davos di un piano da 800 miliardi di dollari per la ricostruzione dell'Ucraina è stato rinviato a causa dei disaccordi tra Stati Uniti e Europa sulla Groenlandia e sul Board of Peace proposto dagli Stati Uniti per Gaza. La Francia non molla e ha chiesto una “esercitazione della Nato” in Groenlandia dicendosi “pronta a contribuire”. Macron, arrivato a Davos, non ha risparmiato critiche a Trump, accusato di mire imperialiste: “Donald Trump vuole un’Europa vassalla, preferiamo il rispetto ai bulli”. Poche ore prima Trump aveva pubblicato un messaggio privato molto distensivo ricevuto proprio da Macron.

NUOVO RECORD PER L’ORO
La tensione tra Usa e Ue, quindi, rimane in primo piano anche sui mercati. Gli investitori guardano ai rischi di una possibile escalation commerciale dopo l’annuncio dei dazi al 200% sullo champagne da parte di Trump e le parole di Ursula von der Leyen, che ha parlato di “risposta inflessibile”. Una dialettica che riporta a qualche mese fa, dopo i dazi del Liberation Day e l’accordo raggiunto su livelli molto più contenuti rispetto a quelli iniziali. Gli investitori, quindi, continuano a optare per l’oro, che ha aggiornato un nuovo record portandosi di slancio sopra la soglia dei 4.800. In calo, invece, il prezzo dell’argento.

NETFLIX PERDE TERRENO DOPO I CONTI
Ieri a Wall Street seduta in rosso per tutti gli indici principali, che hanno ripreso le contrattazioni dopo il lunedì di chiusura. L’S&P 500 ha ceduto il 2% nel giorno dei conti Netflix. L’aumento di ricavi e abbonati non è bastato a convincere gli investitori, che si sono concentrati su un outlook sotto le attese. Complice anche la modifica dell’offerta per gli studi cinematografici e lo streaming (Hbo Max) di Warner Bros (ora in contanti per respingere l’assalto di Paramount Skydance) il titolo nell’after hours è arrivato a cedere il 5%.

VALUTE E PETROLIO
Per quanto riguarda i cambi, resta debole il dollaro che vale 1,1718 euro (1,1728 alla vigilia); l’euro/yen si attesta a 185,25 (185,40) mentre il dollaro/yen è a 158,08. Per le materie prime, il petrolio Brent scambia a 64,27 dollari al barile (-1%), il Wti a 59,85 dollari (-0,84%). Il gas è in forte calo: cede il 5% a 43,1 euro al megawattora.