
Il bilancio di Trump: "In America c'è il boom", e attacca Norvegia, Somalia e Onu
Il presidente ha iniziato la sua conferenza stampa mostrando decine di foto segnaletiche di immigrati illegali: "Assassini, stupratori, spacciatori di droga", arrestati o ricercati dall'Ice in Minnesota

Nella sua conferenza alla Casa Bianca, Donald Trump ha tracciato un bilancio dei primi dodici mesi del suo secondo mandato. Dalla sicurezza all'economia, ha affrontato diversi temi, rivendicando i successi della sua amministrazione: "In America c'è il boom". Il presidente Usa ha attaccato diversi Paesi e istituzioni nel corso del suo intervento, come la Norvegia che "controlla il premio Nobel" o la Somalia che "non è neppure un Paese. E se lo è, è considerato il peggiore del mondo". E persino l'Onu: "Le Nazioni Unite non mi ha mai aiutato a mettere fine ad alcun conflitto". Quanto alla Groenlandia, a un giornalista che gli chiedeva "fino a che punto si spingerà" per acquisirla, ha risposto: "Lo scoprirete".
Gli arresti in Minnesota -
Trump ha iniziato la sua conferenza stampa nella briefing room della Casa Bianca mostrando decine di foto segnaletiche di immigrati illegali: "Assassini, stupratori, spacciatori di droga", arrestati o ricercati dall'Ice in Minnesota. Per diversi minuti il presidente si è intrattenuto sull'argomento, ripetendo le critiche alla politica sull'immigrazione della precedente amministrazione. "Queste sono le persone che alcuni stanno cercando di difendere", ha proseguito riferendosi alle autorità locali dem, dopo aver iniziato a parlare con 50 minuti di ritardo nel primo anniversario del suo secondo mandato.
Parlando della lotta all'immigrazione irregolare, il presidente Usa ha attaccato nuovamente la deputata democratica del Minnesota, Ilhan Omar, di origine somala, e gli immigrati somali, definendoli "persone con un quoziente di intelligenza molto basso". "La Somalia - ha detto - non è neppure un Paese, non hanno nulla che assomigli a un Paese. E se lo è, è considerato il peggiore al mondo".
La morte di Renee Good -
Per quanto riguarda le tattiche dell'agenzia federale anti-immigrazione, ha detto: "L'Ice a volte fa degli errori. A volte sono troppo duri, ma hanno a che fare con gente difficile. Mi sono sentito malissimo" per l'uccisione di quella "giovane donna", ha poi sottolineato il presidente in riferimento alla morte di Renee Good a Minneapolis per mano di un agente dell'Ice. "E' una tragedia. E' una cosa orribile", ha aggiunto, riferendo di avere poi scoperto che i genitori della Good, "in particolare il padre, sono dei fan di Trump". "Capisco entrambe le parti", ha sottolineato, rimarcando che alcune delle persone che hanno protestato contro il comportamento tenuto dall'Ice sono "agitatori professionisti".
L'economia -
"Nessuno ha mai fatto nulla del genere, in America c'è il boom", ha proseguito, esibendo uno dei pacchetti distribuiti alla stampa che evidenziano "365 vittorie in 365 giorni". Il tycoon ha ribadito di aver ereditato il caos dall'amministrazione Biden e ha vantato quelli che ritiene i successi dei suoi primi 12 mesi. "Mia moglie pensa che sia un genio della finanza come Warren Buffett. Mia moglie ha passato tutta la vita a criticarmi perché non sono abbastanza intelligente finanziariamente, ora, invece, mi ama di più", ha detto il tycoon lodando i successi ottenuti dalla sua amministrazione. Ha poi deplorato che il suo messaggio economico "non raggiunga" gli americani e che non gli venga riconosciuto il giusto merito per i risultati ottenuti in questo campo. "Forse ho dei pessimi addetti alle pubbliche relazioni", ha detto.
La decisione della Corte Suprema sui dazi -
"Abbiamo messo fine alla stagflazione di Biden. Non abbiamo inflazione", ha aggiunto Trump, sottolineando che l'amministrazione sta attendendo la decisione della Corte Suprema sui dazi. "Non so come andrà il caso, ma abbiamo incassato decine di miliardi di dollari. Se perdiamo, ed è possibile, dovremo fare del nostro meglio" per ripagare "centinaia di miliardi di dollari", ha spiegato.
Il World Economic Forum di Davos -
Nella conferenza stampa il presidente ha poi detto che si recherà in "un bellissimo posto in Svizzera", aggiungendo: "Sono sicuro che sono atteso con grande gioia". Trump sarà domani al World Economic Forum di Davos: "Abbiamo molti incontri in programma e credo che le cose andranno bene".
Il premio Nobel -
"Avrei dovuto avere il Premio Nobel per ogni guerra" che ho concluso, ha ripetuto. "Nessuno mi dica che la Norvegia non controlla il premio Nobel" per la Pace: "è in Norvegia", ha aggiunto il presidente. "Ho perso molto rispetto per la Norvegia, che controlla il Premio Nobel. Io ho risolto otto guerre". "Per questo ho questo rispetto per Maria. Mi ha detto, non merito il Nobel", ha affermato in riferimento alla leader dell'opposizione venezuelana, Maria Machado, che nei giorni scorsi gli ha consegnato la sua medaglia del Nobel.
Le Nazioni Unite e la Nato -
"Le Nazioni Unite, con tutte le guerre che ho risolto, non mi ha mai aiutato a mettere fine ad alcun conflitto", ha detto. E ha ribadito di aver "fatto più per la Nato di qualsiasi altra persona, viva o morta". E ha aggiunto: "Anche la Nato deve trattarci giustamente. La mia grande paura per quanto riguarda la Nato è che ci spendiamo enormi quantità di denaro, e so che verremmo in loro soccorso, ma mi chiedo davvero se farebbero altrettanto con noi".
Riguardo al confronto con l'Europa sulla Groenlandia e alla possibilità di una rottura della Nato, ha detto: "Qualcosa accadrà e sarà molto buona per tutti. Nessuno ha fatto per la Nato più di me, troveremo una soluzione e la Nato sarà molto felice e noi saremo molto felici". A chi gli chiedeva se fosse impegnato a mantenere gli Stati Uniti nell'alleanza, ha risposto: "Se la Nato non ha gli Stati Uniti, non è molto forte".
Coinvolgere Machado in Venezuela -
Quanto al Venezuela "sta lavorando bene con noi. Le aziende energetiche americane sono pronte a effettuare investimenti massicci nel Paese, che ha più petrolio dell'Arabia Saudita", ha detto il tycoon lodando Maria Corina Machado. "Mi piacerebbe" coinvolgerla in Venezuela, ha sottolineato.
Il Golfo del Messico -
Il presidente è tornato a parlare anche della decisione di rinominare il Golfo del Messico "Golfo d'America". Scherzando, Trump ha detto: "Stavo per chiamarlo Golfo di Trump, ma ho pensato che mi avrebbero ucciso se l'avessi fatto. Volevo farlo, ma ho deciso di non farlo", ha aggiunto, sottolineando di stare scherzando, ma anche che il nome Golfo di Trump "suona bene, potremmo pensarci, non è troppo tardi".