Il guardaroba di Snowdon rifletteva questa sensibilità, dando forma a una collezione costruita su una rigorosa disciplina tonale, una ricchezza materica, un’entusiasmante atmosfera da film noir e una sottile vena di silenziosa espionage.
La collezione simboleggia una Londra degli anni sessanta di cui Snowdon fu interprete: una città definita dalla contraddizione – elegante ma priva di artifici, splendidamente venata di malizia – e da un’insurrezione creativa vestita dagli empori anti-establishment di King’s Road e dai nuovi protagonisti di Savile Row.
Il look book Autunno Inverno 2026 di dunhill firmato da Ethan James Green si apre con l’immagine di un Unique Lighter in argento con texture Hobnail, espressione iconica dell’ingegno dunhill, e prosegue con una serie di ritratti in bianco e nero che raffigurano Henry Kitcher come incarnazione carismatica della mascolinità dunhill, al tempo stesso eroica e aristocratica.
Il guardaroba si sviluppa in varie sfumature di grigio. I capi in flanella di lana cashmere Super 150s, quasi impalpabile, definiscono la silhouette: completi taglio Bourdon declinati in sharkskin, birds eye e nailhead, talvolta accompagnati da cappotti coordinati. Negli accessori, troviamo fazzoletti da taschino in seta madder dai colori delicati, a pois o con motivi floreali ordinati, cravatte in seta a righe luminose e sciarpe in cashmere e seta animate da motivi glen check e pied-de-poule.
Con l’intensificarsi della palette, la struttura si arricchisce di texture sempre più audaci. Blazer in tweed di cashmere o lana di cammello con grandi disegni, rifiniti in pelle, dolcevita in cashmere e cavalry twill, oppure inaspettati pantaloni a cinque tasche in suede o pelle di agnello proseguono il racconto, accompagnati dall’accessorio emblematico della Maison: i guanti da guida in pelle, ulteriore richiamo alla narrativa veloce e dinamica di Snowdon.
Il car coat in alpaca grigio introduce uno strato sportivo dalla texture ricca e naturalmente termoregolante, che richiama 133 anni di storia di capispalla innovativi e lussuosi ispirati al mondo dell’automobilismo. Tra gli altri capispalla di spicco figurano una trial jacket in suede grafite e uno straordinario trench in pelle grigia, accoppiato a lana di cammello e rifinito a mano per diventare double-face. I cappotti da guida in tweed windowpane e nailhead ingrandito – abbinati a maglieria jacquard in cashmere o a trecce variegate – bilanciano la costruzione heritage con una nitidezza contemporanea. La palette cromatica è delicatamente punteggiata da blazer in flanella blu Windsor e verdigris, con velluti a coste tonali e ricche sfumature di marrone invernale.
La pelletteria rafforza l’illustre tradizione artigianale della Maison, presentando le linee Alfred, Century e Bourdon. I modelli esprimono una silhouette maschile e morbida, leggermente destrutturata da un’impercettibile nonchalance, realizzata nei materiali più pregiati: vitello con patina brunita a mano, vitello grain, nubuck e feltro di lana nelle tonalità del nero, cioccolato e grigio. La brillante minaudiere vintage in palladio scanalato riecheggia con forza le parole del fondatore: «Deve essere il migliore della sua categoria». Questa eredità da argentiere si manifesta con naturalezza in bracciali in argento sterling a guilloché e negli inserti metallici delle cerniere di occhiali rétro-moderni in acetato tartarugato scolpito.
Uno stivaletto Chelsea in vitello o suede definisce un’espressione sottilmente modernista, mentre la sneaker Davies ricorre in tutta la collezione in intense tonalità in suede e vitello patinato.
Con l’imbrunire della narrazione, le silhouette acquisiscono una tensione più cinematografica. La sartoria in marrone invernale e antracite, a quadri windowpane o a righe sottili, è abbinata a strati di dolcevita in cashmere finissimo, camicie in twill e sciarpe, creando un cambio di atmosfera che segnala una mascolinità opulenta.
La collezione rivela una magistrale espressione dell’arte tessile britannica attraverso una serie di giacche Bourdon a collo dritto, tessute in jacquard lana-seta nelle tonalità più scure del marrone, del blu e del grigio.
Motivi ispirati all’eredità del movimento Arts & Crafts sono sviluppati in esclusiva presso una manifattura specializzata nel Suffolk, con tessuti che conferiscono alla stagione un’inflessione più cupa: elegante e vagamente malvagia.
L’abbigliamento da sera prosegue nel segno della formalità, presentata in tutta la sua opulenza classica.
Giacche doppiopetto in velluto con bottoni alti, redingote in barathea di lana e smoking in marrone, blu notte e nero sono indossati con capispalla audaci: la robusta aviator jacket in pelle e shearling o i car coat in alpaca dalle tonalità profonde.
La collezione Autunno Inverno 2026 di dunhill si chiude con un ritratto di eleganza inglese ispirato allo stile personale di Lord Snowdon: sartoriale e discreto, materico ma essenziale, radicato nei rituali del vestire ma affilato per il mondo contemporaneo. Una Londra di infiniti grigi, marroni profondi e sfumature di mezzanotte. Discreta, sofisticata e inequivocabilmente dunhill.
© Ufficio stampa
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