La natura trova sempre un modo per riparare i danni di noi umani. Ogni elemento cerca di fare la sua parte, dalle foglie degli alberi fino – pensate – ai funghi.
Non è un caso infatti che quest’anno il Tyler Prize - premio dell’università della California Meridionale di Los Angeles e considerato da molti il Nobel per l’ambiente - sia stato assegnato a una micologa e biologa. È Toby Kiers, studiosa statunitense, premiata proprio per il suo lavoro sulle micorrize.
Stiamo parlando di funghi che crescono in simbiosi con le piante circostanti, ad esempio nei suoli dei boschi, delle praterie o anche in terreni agricoli. Immense reti che costituiscono un meccanismo vitale fondamentale. Sono in grado, infatti, di trasferire nutrimenti alle radici, ma non solo. Hanno anche un ruolo cruciale nella mitigazione dei cambiamenti climatici, grazie alla loro capacità di assorbire biossido di carbonio.
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Ogni anno assorbono in tutto il mondo ben 13,12 miliardi di tonnellate di CO2. Una quantità pari a circa un terzo delle emissioni complessive derivanti dalla combustione di carbone, petrolio e gas. Un lavoro prezioso, che però fino a poco tempo fa era stato quasi ignorato dalla scienza climatica. Si pensava che il ruolo dei funghi micorrizici fosse utile solo alle piante e non all’intero pianeta. Toby Kiers e altri ricercatori, invece, hanno portato alla luce l’importanza di queste enormi reti fungine.
Come ha dichiarato la vincitrice del Tyler Prize: “Penso spesso a tutti i modi in cui la terra è utilizzata in maniera negativa, mentre in un solo sacco di terra è contenuta una galassia”.