Le sue parole

Ucciso a scuola a La Spezia, l'ex fidanzata di Atif: "Mi ha mostrato il coltello insanguinato, Aba è stato il mio migliore amico d'infanzia"

"Non ci credo che questo omicidio sia stato fatto per una foto di terza elementare", ha aggiunto

© Ansa

L'ex fidanzata di Zouhair Atif, il 19enne accusato di aver ucciso a La Spezia il suo compagno di scuola 18enne Youssef Abanoub, ha detto durante un'intervista all'AdnKronos che "Zouhair mi ha mostrato il coltello tinto dal sangue. Avevo perso tutte le emozioni, mi chiedevo chi avessi di fronte". Atif ha ammesso di aver ucciso il suo compagno perché "non doveva fare quello che ha fatto. Scambiare quelle foto con la ragazza che frequento". La giovane in questione, una 17enne, ha detto che "sulla foto incriminata non saprei cosa dire, una foto di classe, un giorno speciale da ricordare che Aba aveva il desiderio di vedere perché non l'aveva più. Non ci credo che questo omicidio sia stato fatto per una foto di terza elementare". Abanoub, anche detto "Aba", "è stato il mio migliore amico d'infanzia", ha, inoltre, aggiunto la ragazza.

"Conoscevo Aba dalla terza elementare" -

 La 17enne ha spiegato di aver conosciuto Abanoub in terza elementare, "eravamo molto amici da bimbi. Era un ragazzo molto simpatico, solare e amava la sua famiglia. Vorrei con tutto il cuore andare al funerale, ma mi odiano tutti. Li lascio salutarlo in pace".

"Atif ossessionato da me" -

 Parlando, invece, del suo ex fidanzato la ragazza ha detto: "È sempre stato un ragazzo molto misterioso e cupo, aveva una corazza fortissima. Abbiamo iniziato a uscire e passare le giornate al mare guardando il sole tramontare, ha amato fin da subito il mio modo di pensare, vedere il bello in tutto, cosa che lui non faceva ma che ha iniziato a fare da quando c'ero io. Man mano è diventato sempre più 'umano', ma anche sempre più ossessionato da me, aveva paura che io un giorno potessi andarmene. Una volta mi ha detto: 'Se non ti posso avere io nessuno potrà' e rise, non sapevo come prenderla, poi ha aggiunto: 'Sarai mia per sempre, farò il possibile per diventare perfetto per te, così non te ne vai'. Aveva cambiato il carattere e anche lo stile, il taglio di capelli per piacere ai miei genitori. Si mostrava educato e premuroso, ma era molto geloso e possessivo: ogni contatto con un maschio gli dava noia, non me lo impediva ma ci prestava tanta attenzione, dei ragazzi ci hanno provato con me, ma lui si limitava a fare un grosso respiro e dire 'mi fido di te, sai cosa fare'".

"So che era un ragazzo con dei problemi di rabbia e so di qualche cavolata, episodi da maranza, di certo non qualcosa che mi potesse portare a pensare a un omicidio", ha aggiunto la 17enne. 

Il racconto del giorno della morte del 18enne -

 La giovane ha ribadito di aver fatto il possibile per evitare litigi fra i due e ha raccontato di un confronto risalente a pochi giorni prima del delitto, dopo lo scambio della foto "incriminata": "Avevano litigato, io ho sgridato Zouhair per i toni e gli avevo detto che si sarebbe dovuto scusare con Aba. Lo ha fatto ripetutamente fra le scale nel cambio dell'ora, Aba le aveva accettate". Il giorno della morte del 18enne, però, "mi è sembrato strano". Poi "ha sentito Aba urlargli una frase in arabo e ridere con i suoi amici. Passano circa due ore, in classe era tutto calmo finché non sentiamo bussare alla porta, era Zouhair, aveva il fiatone, uno sguardo freddo, mi fa il segno con la mano di uscire, mi avvicino alla porta, lo vedo, il coltello tinto di sangue, io pietrificata, sentivo il respiro affannato, un prof l'ha disarmato e lo ha fatto sedere, alla sua sinistra Aba perdeva sempre più sangue. Mi sono chiesta tante cose: 'Come è possibile? Questo non è Zouhair, chi sei? Perché tutto questo?' Ci hanno chiusi in classe, non sapevo cosa stesse succedendo fuori, io avevo in testa una sola domanda: 'Chi ho avuto a fianco tutto questo tempo?'", ha concluso.

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