all'ospedale Papa Giovanni XXIII

Bergamo, dona due organi alla figlia: è il primo trapianto combinato da vivente in Italia

Per l'intervento chirurgico è stato necessario il via libera da parte della procura di Bergamo

© IPA

Un cittadino serbo di 37 anni è la prima persona in Italia ad aver donato in vita due organi in simultanea (trapianto combinato). La beneficiaria è sua figlia, di 7 anni, che dal papà ha ricevuto un rene e una porzione di fegato. Entrambi non hanno avuto complicazioni dopo il delicato intervento e sono stati dimessi dall'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. La bimba soffriva da tempo di una rara malattia genetica che colpisce sia il fegato che i reni, e che l'aveva costretta a iniziare una terapia di dialisi fin dall'età di quattro anni. Per via della straordinarietà dell'operazione, prima dell'intervento, il personale sanitario ha dovuto attendere il parere favorevole della commissione regionale di parte terza e infine il nulla osta della procura di Bergamo.

La bambina dovrà restare per il momento a Bergamo per poter effettuare controlli mensili. Le condizioni di salute della piccola, che da tre anni effettuava una terapia di dialisi giornaliera di cinque ore, si erano aggravate con lo sviluppo di cirrosi epatica, che non consentiva l'esecuzione di un trapianto renale isolato. Da qui la richiesta da parte del ministero della Salute serbo di poter mandare in Italia padre e figlia. "È una gioia oggi vedere che nostra figlia ha riacquistato l'appetito e la voglia di giocare - ha detto il papà - Prima si stancava molto facilmente e interrompeva il gioco per sdraiarsi a riposare. Ora sta diventando come tutti gli altri bambini: vivace, gioiosa, piena di energia, finalmente senza cateteri che erano necessari per la dialisi. Ora potrà iniziare la scuola, spensierata come i suoi coetanei". 

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