Mentre Stati Uniti e Gran Bretagna accelerano sulla soluzione della crisi in Iraq, e si dicono pronti a presentare anche oggi una nuova risoluzione che autorizzi l'uso della forza, il cancelliere tedesco Gerhard Schroeder si oppone ai tentativi di Bush e Blair di indurre altri Paesi membri del Consiglio di sicurezza a votare un secondo testo. "Non c'è nessuna ragione per una seconda risoluzione", ha detto seccamente in un'intervista.
L'intervento di Schroeder sembra frapporsi all'intenzione di Usa e Gran Bretagna, che considerano l'opzione militare come l'unica valida per disarmare e rendere inoffensivo il raìs di Baghdad, e per questo hanno pensato di bruciare le tappe. L'ipotesi di una seconda risoluzione, dapprima scartata dalla Casa Bianca, potrebbe tradursi a breve in un atto politico. Unitamente all'alleato più fedele, la Gran Bretagna.
L'obiettivo è presentare un testo che autorizzi esplicitamente l'uso della forza e che fissi una scadenza al lavoro degli ispettori. Ma Francia e Germania non vogliono imposizioni alle Nazioni Unite e diktat, e Schroeder ha affermato in modo esplicito che un'altra risoluzione è inutile, quindi l'ipotesi deve essere bocciata.
Blair, dopo il calo di popolarità causato dal suo appoggio incondizionato alla guerra, se da un lato non fa mancare il suo supporto agli Usa, dall'altro, si adopera affinché l'Europa non esca divisa dalla crisi irachena. E soprattutto non vuole che proprio la Gran Bretagna appaia come la principale causa di questo strappo in seno all'Ue.