Dal 25 novembre 2025 in Italia c'è un nuovo reato nel Codice Penale, quello di femminicidio, punito con l'ergastolo. "La violenza contro le donne sarà riconosciuta nella sua specificità. Con l'entrata in vigore del nuovo reato di femminicidio, ma anche degli ulteriori strumenti di tutela che questa legge introduce nell'ordinamento, l'Italia si conferma un modello per le altre Nazioni, come ha detto anche la relatrice Onu contro la violenza sulle donne", aveva spiegato la ministra per la Famiglia e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, dopo che il provvedimento legislativo, proprio a firma Roccella-Nordio-Casellati, era stato approvato all'unanimità dalla Camera in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, lo scorso 25 novembre, mentre il 23 luglio l'approvazione bipartisan era avvenuta in Senato. Ecco, dunque, cosa prevede il nuovo articolo 577-bis del Codice penale.
Il reato di femminicidio in Italia -
L'articolo 577-bis del Codice penale stabilisce che "chiunque cagiona la morte di una donna quando il fatto è commesso come atto di odio o di discriminazione o di prevaricazione o come atto di controllo o possesso o dominio in quanto donna, o in relazione al rifiuto della donna di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali è punito con la pena dell'ergastolo".
Il reato di femminicidio viene così disciplinato come una specifica forma di omicidio quando la vittima è una donna e l'atto è motivato da ragioni discriminatorie o da dinamiche di potere esercitate attraverso comportamenti di controllo o sopraffazione. La norma prevede espressamente la pena dell'ergastolo, collocandosi tra le ipotesi più gravi previste dall'ordinamento. La definizione legislativa mira a riconoscere la natura strutturale della violenza contro le donne.
© Withub
© Withub
Con la nuova legge vengono introdotte specifiche aggravanti, con aumento significativo della pena, per tutti i reati compresi nel Codice rosso e per cosiddetti i reati spia: maltrattamenti contro familiari e conviventi, lesioni personali, lesioni gravi o gravissime, deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili, omicidio preterintenzionale. E, ancora, interruzione di gravidanza non consensuale, violenza sessuale aggravata, atti persecutori, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti (revenge-porn).
Rifiuto di una relazione -
Viene definito femminicidio anche l'omicidio della donna commesso per il rifiuto da parte di lei di instaurare o mantenere un rapporto affettivo o come atto di limitazione delle sue libertà individuali. Previste anche norme sui benefici penitenziari nei confronti dei condannati per femminicidio, e altre che rafforzano gli obblighi di formazione per la lotta alla violenza sulle donne e alla violenza domestica. Tra i punti salienti dell'articolo, c'è l'esclusione dei reati del Codice rosso dal limite di 45 giorni per le intercettazioni e il contrasto alle droghe dello stupro (sarà più semplice individuare l'assunzione da parte della vittima di sostanze psicotrope e dimostrarne la somministrazione per utilizzarla come prova in tribunale, accertando la violenza).
La legge sancisce il diritto della persona offesa a essere informata e audita dal pubblico ministero personalmente, l'introduzione dell'obbligo di informare la persona offesa della richiesta di patteggiamento, con la possibilità di presentare memorie e deduzioni, di derogare al termine di 45 giorni per le intercettazioni quando si procede per il delitto di femminicidio o per i delitti del Codice rosso. La legge, poi, prevede anche che il giudice informi non solo la persona offesa, ma anche i suoi congiunti in caso di revoca o attenuazione del divieto di avvicinamento, maggiori tutele per gli orfani di femminicidio e braccialetto elettronico potenziato (che si attiva ad 1 chilometro invece che a 500 metri).
Viene rafforzato l'obbligo della formazione sul contrasto alla violenza sulle donne e alla violenza domestica per i magistrati e per i professionisti sanitari; vengono anche introdotte tutele per gli orfani di femminicidio e garanzie di accesso delle donne vittime di violenza di genere al patrocinio a spese dello Stato. La legge prevede campagne di sensibilizzazione per la prevenzione delle aggressioni di tipo sessuale attraverso l'uso di stupefacenti.
Il percorso parlamentare del provvedimento -
Il testo approvato alla Camera il 25 novembre 2025 conclude un percorso avviato durante l'estate, quando il disegno di legge aveva ottenuto un primo via libera dal Senato con un consenso trasversale delle forze politiche. L'esame alla Camera ha confermato l’impianto originario del provvedimento e ha registrato un voto unanime, indice di un ampio accordo istituzionale sulla necessità di intervenire con strumenti normativi più stringenti per contrastare gli omicidi di donne. La convergenza parlamentare ha permesso di accelerare i tempi dell’iter legislativo, rendendo la norma immediatamente applicabile una volta pubblicata in Gazzetta Ufficiale.