Lo studio di Save The Children

Coltelli e catene, in 10 anni raddoppiate le denunce per porto di armi improprie tra i giovani

La ricerca di Save the Children traccia una fotografia preoccupante. L'Organizzazione: "I casi inseriti in un vuoto più grande”

© ansa

Sono sempre di più i ragazzi che vanno in giro con quelle che vengono etichettate come "armi improprie": Coltelli, tirapugni, mazze, catene e anche storditori elettrici. Un fenomeno in ascesa in Italia dove però il tasso di minorenni che delinquono, pur se in aumento, resta tra i più bassi in Europa.

La crescita dal 2019 a oggi -

  I dati emergono dall'anticipazione della ricerca “A mano armata. Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, realizzato dal Polo Ricerche di Save the Children e in uscita a marzo. Nel dettaglio dal 2019 al 2024, i minori segnalati per porto di armi improprie sono passati da 778 a 1946. E la tendenza sembra destinata a peggiorare: nel primo semestre del 2025 i giovanissimi  trovati con coltelli, bastoni e catene sono già 1096.

Numeri ancora contenuti rispetto ad altri Paesi -

 Dallo studio, realizzato grazie alla collaborazione con il dipartimento di Giustizia Minorile del Ministero di Giustizia e il supporto del servizio di Analisi Criminale del dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell'Interno, emerge che in Italia il numero di minori in contatto con il sistema di giustizia perché sospettati o autori di reato ha conosciuto un lieve aumento negli ultimi dieci anni (329 ogni 100mila abitanti nel 2014 e 363 nel 2023), ma rimane uno dei più bassi tra i Paesi europei (nel 2023, 2.237 ogni 100mila abitanti in Germania, 1.608 in Francia, 2.118 in Austria, 824 in Svizzera, addirittura 8.403 in Ungheria, con un aumento di più del 1000% dal 2014).

"Violenza spesso inserita in un vuoto più grande" -

 "Auspichiamo un dibattito che non strumentalizzi questi drammatici episodi - sottolinea l'Organizzazione in riferimento ai recenti episodi di violenza che hanno coinvolto minorenni e giovani nel nostro Paese - ma ponga realmente al centro dell’agenda politica la questione giovanile. Nel farlo, è fondamentale tenere presente che spesso i casi di violenza si inseriscono in un vuoto più grande: quello di luoghi e relazioni capaci di accogliere”.

"Soluzioni non solo punitive" -

 “È fondamentale mettere in campo soluzioni che non rispondano solo a una logica punitiva, a partire da un maggiore investimento in educazione. In Italia le risorse pubbliche destinate all'istruzione sono meno del 4% del PIL, quasi un punto in meno della media dell'Unione europea e il livello più basso tra le principali economie dell'area dell'euro - prosegue l'Organizzazione. Bisogna potenziare l’offerta educativa, soprattutto nelle aree più complesse e svantaggiate. Inoltre, è cruciale investire sull’educazione alle relazioni e sul sostegno psicologico per prevenire i comportamenti a rischio, così come contrastare la normalizzazione di comportamenti violenti, supportando anche le famiglie, e impegnarsi in modo strutturale per la prevenzione dell’abuso di sostanze psico-attive tra i giovanissimi". 

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