Anche in un rapporto di coppia, il primo passo per combattere un nemico è conoscerlo: questo vale anche per le tecniche di manipolazione emotiva che possono essere attuate da uno dei due partner per controllare l’altro e affermare il proprio predominio. Spesso questi strumenti, davvero diabolici, si combinano con attacchi all’autostima del compagno e tentativi di suscitare senso di colpa, per creare una vera e propria dipendenza. Il gaslighting e i ricatti emotivi sono i più comuni, ma ne esistono anche altri. È di fondamentale importanza identificarli al più presto, per riuscire a liberarsene.
GASLIGHTING: consiste nel negare fatti evidenti per far dubitare la vittima dei propri ricordi, sentimenti o percezioni, per indurla a credere di aver capito male o, al limite, di essere pazza. È una forma di manipolazione emotiva molto insidiosa perché raramente è evidente: non si manifesta con litigi o attacchi diretti: ma lavora nel tempo, con piccole distorsioni ripetute della realtà, fino a intaccare la fiducia in se stessi. il meccanismo parte da frasi che negano l’evidenza, riscrivono ciò che è successo e spostano la responsabilità sull’altro. Le frasi tipiche sono, ad esempio: “Non ho mai detto una cosa del genere, è tutto nella tua testa”; “Fraintendi sempre tutto e poi fai la vittima.”. Se ti sorprendi spesso a pensare “Forse me lo sono davvero immaginato” o “Magari sto esagerando”, vale la pena fermarsi: potrebbe essere il segnale che la manipolazione è già iniziata.
RICATTO EMOTIVO: si riconosce da frasi come “Se mi ami, allora…”, “Con tutto quello che faccio per te…”. Chi ama davvero, lo fa gratuitamente e non vuole nulla in cambio: le finte lacrime e la minaccia di stare male o di rompere il rapporto, usate come arma per ottenere qualcosa, non sono segno di affezione, ma di un rapporto viziato e basato sul ricatto. In questo caso, Invece di cercare un compromesso tra la propria volontà e quella del compagno, il manipolatore, per imporre la propria volontà, fa leva sul senso di colpa e sul timore di essere lasciato.
IL SILENZIO MANIPOLATORIO (O TRATTAMENTO DEL SILENZIO) - Ecco un'altra tattica psicologica semplice ed efficace: una persona smette di comunicare con l'altra per punire o controllare l'altra, negandole attenzione e presenza. La persona manipolata, in questo modo, è portata a sentirsi inutile e colpevole, spesso dopo aver percepito una piccola mancanza nelle pretese del manipolatore. È un'arma potente che mina l'autostima e crea dipendenza emotiva, sfruttando il bisogno umano di connessione e validazione.
LOVE BOMBING – Come dice il nome, è una bomba d’amore che si manifesta con dichiarazioni di sentimento eterno, promesse di figli e di un lungo futuro insieme. Qui però l’amore non c’è: si tratta di una tecnica per attrarre a sé il partner, creare dipendenza e ottenere controllo. Dopo una prima fase in cui il manipolatore sommerge la vittima di attenzioni, isolandola dal suo contesto sociale, la relazione si trasforma in una prigione emotiva, in cui il partner viene trascurato, umiliato con richieste insensate e regole assurde.
BREADCRUMBING – Eco un’altra tendenza relazionale tossica in cui una persona manda segnali di interesse intermittenti e concede al partner solo poche briciole ((breadcrumbing significa infatti "briciole di pane") per mantenere viva la sua attenzione senza impegnarsi davvero: le attenzioni e le scomparse improvvise si alternano, creando così un’altalena distruttiva di speranze e di angoscia. La vittima si illude di suscitare interesse nel manipolatore, ma in realtà resta in uno stato di continua attesa e speranza, senza mai arrivare a una vera connessione.
ISOLAMENTO – È il vero scopo di tutte queste tecniche di manipolazione. Allontanando il partner dal proprio contesto sociale, la vittima è alla mercé del proprio carnefice, senza una voce esterna che osservi in modo imparziale gli eventi e che possa aiutarla a comprendere la situazione o senza un punto di appoggio a cui ricorrere per sfuggire alla trappola. Gli amici e i familiari diventano oggetto di critiche, gelosia e di litigi creati ad arte, in modo da tendere faticoso il rapporto con loro, fino a indurre la vittima a evitare di incontrarli. La cerchia di relazioni finisce per restringersi sempre più fino a che la sua vita emotiva gira solo intorno al manipolatore, che così può esercitare maggiore controllo.
COME DIFENDERSI – È essenziale riconoscere subito i segnali di manipolazione e intervenire al più presto, perché più si aspetta, più la spirale si stringe. Per uscire dal tunnel occorre prestare credito alle proprie sensazioni ed emozioni: se nella prima fase del rapporto il trasporto del partner ci sembra eccessivo, se scopriamo che desidera trasformarsi in tutto il nostro orizzonte, non rispetta il nostro spazio personale e, soprattutto, dopo un litigio, ci sentiamo sconvolti e tormentati dal senso di colpa, dobbiamo far risuonare un campanello di allarme. Cerchiamo consiglio e supporto in chi ci sta vicino, proteggiamo i nostri confini personali e convinciamoci che in nessun caso le cose potranno andare meglio, perché non stiamo vivendo una relazione d’amore, ma un rapporto tossico: l’unica cosa da fare è allontanarsi il più in fretta possibile.