La campanella è suonata regolare alle 8.10 ma in pochi hanno deciso di varcare le porte dell'istituto professionale Einaudi Chiodo di La Spezia, lo stesso dove venerdì scorso si è consumata la tragedia di Abanoubi Youssef, colpito con un coltello dal compagno Zouhair Atif per una questione sentimentale e morto poche ore dopo l'arrivo in ospedale.
Gli studenti sono ancora troppo scossi, il dolore è ancora troppo grande. Quando questa mattina le porte della scuola si sono chiuse, all'esterno dell'istituto sono rimasti diversi giovani che hanno steso uno striscione per ricordare il loro compagno morto, poi si sono allontanati.
Intanto, con una delibera del Consiglio d'istituto adottata lunedì, la scuola ha stabilito che non verranno computate le assenze per gli studenti che, nei giorni 20, 21, 22 e 23 gennaio, non si dovessero sentire ancora pronti al rientro a scuola. "L'Istituto accoglierà tutti gli studenti e inizierà il percorso di elaborazione del tragico lutto che ha colpito la comunità scolastica. Saranno giorni di dolore condiviso, grazie anche al supporto psicologico attivato. Giorni in cui impegnarci per essere concretamente vicini alla famiglia di Abanoub", ha assicurato con un messaggio la dirigente scolastica Gessica Caniparoli. "Voglio rassicurare le famiglie: grazie al costante supporto del Ministro Valditara e di tutte le istituzioni deputate, le misure messe in atto garantiranno la sicurezza dei ragazzi. Agli studenti chiedo di dare conforto ai loro professori e a tutto il personale scolastico, scossi come voi da questa terribile tragedia. Abbiamo bisogno di voi".
Giovedì i funerali -
Intanto è prevista per mercoledì 21 gennaio l'autopsia sul corpo del giovane Abanoub Youssef, soprannominato da tutti Aba. L'esame si svolgerà all'istituto di medicina legale del Policlinico San Martino di Genova. Nella giornata del 22 gennaio, giorno di lutto cittadino, i funerali.
Il gip "Forte sentimento di gelosia e possessività di Atif" -
Sul fronte delle indagini il gip nelle ultime ore ha confermato la custodia cautelare in carcere per Zouhair Atif. Da quanto si legge nell'ordinanza sarebbe emerso "un forte sentimento di gelosia e possessività dell'indagato" nei confronti della ragazza "tale da indurlo a sfidare che avesse usato avvicinarsi alla giovane, unito alla volontà di dimostrare a quest'ultima e a colui che riteneva un potenziale rivale la propria forza in modo da farlo desistere da ulteriori tentativi di approccio a lui sgraditi".