Fa discutere quanto accaduto a Chieti in occasione della Festa provinciale dello Sport organizzata dal Coni. A ricevere una targa dedicata alla Curva Volpi della Chieti Calcio è stata una delegazione di tifosi, alcuni dei quali destinatari di daspo (il Divieto di Accedere alle Manifestazioni Sportive) con durata compresa tra i due e i nove anni.
La cerimonia, ospitata all’università d’Annunzio, si è svolta alla presenza delle autorità cittadine, del delegato provinciale del Coni Massimiliano Milozzi e di numerosi studenti delle scuole, indicati dagli organizzatori come destinatari ideali dei valori educativi promossi dall’evento. Sul palco sono salite sei persone in rappresentanza della curva, quattro delle quali non possono accedere a impianti sportivi né in Italia né all’estero per effetto di provvedimenti firmati dal questore.
I motivi del daspo -
Tra i presenti nella delegazione anche un tifoso accusato di aver lanciato un tubo di polietilene contro la tifoseria avversaria dell’Avezzano e un altro coinvolto in aggressioni ai sostenitori rivali. Elementi e vicende che hanno alimentato le critiche, soprattutto alla luce delle finalità dichiarate dell’iniziativa, presentata come un’occasione per celebrare "il valore umano e sociale dello sport".
La replica -
Sul caso è intervenuto il presidente del Coni Abruzzo, Antonello Passacantando, parlando di "clamore mediatico" e offrendo alcuni chiarimenti. "La targa destinata alla Curva Volpi è stata attribuita alla tifoseria nel suo insieme, e non ai singoli componenti, per l’attaccamento alla società sportiva e per l’impegno sociale e solidale dimostrato nel tempo". Passacantando ha ribadito la buona fede dell’ente e il carattere esclusivamente simbolico del premio, assegnato anche nel ricordo di un giovane prematuramente scomparso. "Dispiace – ha aggiunto – che una cerimonia nata con finalità positive sia stata trasformata in una narrazione che rischia di generare confusione e stigma". Il sindaco della città, Diego Ferrara, ha preferito non commentare.