Ci sono tanti modi per trascorrere il proprio tempo libero: leggere un libro, fare attività fisica, dedicarsi al collezionismo o al giardinaggio. Ma milioni di persone in tutto il mondo, soprattutto giovani, preferiscono svagarsi con i videogiochi. Se da un lato si tratta di un buon modo per rilassarsi o socializzare virtualmente, dall'altro il gaming prolungato nasconde importanti rischi per la salute. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Curtin University di Perth, in Australia: chi trascorre più di dieci ore a settimana davanti alla console tende a mangiare e dormire peggio e ad avere maggiore massa corporea rispetto a chi ne fa un uso moderato.
"Relazione complessa e sfaccettata" -
Il team di esperti ha coinvolto 317 universitari australiani per studiare la relazione tra frequenza e intensità di utilizzo dei videogiochi con gli stili di vita e diversi indicatori di salute. Dalla ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica "Nutrition", emerge un nesso piuttosto complesso e sfaccettato tra utilizzo eccessivo dei videogiochi e benessere.
Ad allarmare è il gaming prolungato che, spesso, sostituisce "attività che promuovono la salute come l'esercizio fisico, la preparazione dei pasti e un sonno adeguato". Secondo l'analisi, "l'assorbimento cognitivo caratteristico del gaming immersivo può alterare l'attenzione dedicata agli stimoli fisiologici, riducendo la consapevolezza dei segnali di fame, sazietà e affaticamento o stimolando attivamente l'appetito, attraverso meccanismi neurologici di ricompensa".
Le persone che passano troppo tempo ai videogiochi seguono una dieta peggiore, hanno un indice di massa corporea più alta, una qualità del sonno inferiore e sono più sedentarie rispetto agli utenti morigerati. I ricercatori sottolineano però che non esiste un rapporto di causa-effetto diretto: di per sé, giocare ai videogiochi non provoca questo genere di problemi, strettamente legati, invece, alla pratica eccessiva.
Segni accentuati in chi gioca sin da giovane -
Lo studio ha evidenziato che la gran parte degli utenti "assidui" dei videogame ha cominciato a giocare in maniera intensiva in età molto giovane. Ciò "suggerisce che i modelli di gioco che si stabiliscono durante l'infanzia e l'adolescenza possono persistere e intensificarsi durante gli anni universitari", scrive il team di esperti che sottolinea "l'importanza di interventi precoci per sviluppare abitudini di gioco sane durante il periodo evolutivo".
Impatto sulla salute mentale -
Non solo conseguenze sul piano fisico: giocare troppo ai videogiochi può avere ripercussioni anche sulla salute mentale. Il gaming eccessivo è spesso associato a stress, irritabilità, difficoltà di concentrazione, ansia e frustrazione. Se la pratica si protrae nel tempo, può diventare una vera e propria dipendenza, riconosciuta come tale dall'Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2018. Stare troppo alla console può aumentare il rischio di solitudine e depressione, con gli utenti che arrivano a preferire il mondo virtuale a quello reale.
Dal punto di vista neurologico, quando il gioco si prolunga, si attivano specifici meccanismi di ricompensa nel cervello che produce grandi quantità di dopamina, un neurotrasmettitore associato al piacere. Quando il gaming è particolarmente coinvolgente, il cervello può abituarsi a questo genere di stimoli, chiedendo di trascorrere sempre maggior tempo alla console per ottenere la stessa gratificazione.