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Studente ucciso a La Spezia, tensioni fuori dalla scuola

Centinaia di ragazzi si sono piazzati all'ingresso e hanno poi raggiunto il Municipio. Il legale del 19enne in carcere: "Non contestata la premeditazione"

"Il gip ha sciolto la riserva, ha convalidato l'arresto e in conformità alle richieste del pubblico ministero ha disposto la misura cautelare della detenzione in carcere". Così a LaPresse l'avvocato Cesare Baldini, legale di Zouhair Atif, il 19enne in carcere dopo aver confessato l'omicidio del compagno di scuola Abanoud Youssef, aggredito con un coltello a scuola e morto poche ore dopo in ospedale. "A ora - ha aggiunto il legale - non è contestata la premeditazione. Mercoledì sarà conferito l'incarico per l'autopsia che sarà poi svolta nei prossimi giorni". 

Tensioni fuori da scuola -

 Intanto si sono vissuti momenti di tensione fuori dall'Istituto Domenico Chiodo de La Spezia, dove è stato accoltellato a morte il 18enne Youssef Abanoud. Centinaia di ragazzi di vari istituti superiori della città si sono piazzati di fronte all'ingresso della scuola. Niente zaini, ma cartelloni che accusano la scuola: "I prof sono complici", si legge su uno di questi. Accesi fumogeni.

Una ragazza è salita in spalla a un compagno e ha attaccato un foglio con la scritta "Vogliamo giustizia" sull'ingresso, poi ha chiuso le porte. Dall'altra parte un collaboratore scolastico le ha spalancate nuovamente: "È un luogo pubblico e le porte devono rimanere aperte". È intervenuta la Digos a placare gli animi: alcuni ragazzi si sono allontanati visibilmente agitati. Nessuno è entrato a scuola.

Gli studenti davanti al Municipio con uno striscione -

 Il corteo di studenti spezzini che chiedono giustizia per Abanoud ha raggiunto piazza Europa, dove si trova il Palazzo comunale. I ragazzi hanno steso davanti alle porte chiuse del Municipio uno striscione con scritto: "Giustizia per Aba - Vive con noi". E hanno mostrato cartelli tra i quali spicca: "Il tuo ricordo è più forte della tua assenza. Giustizia per Aba". 

Valditara: "A La Spezia comunità scolastica sconvolta, non gettiamo croci addosso" -

 "Ieri (domenica, ndr) sono stato a La Spezia, sono stato a incontrare anche il dirigente scolastico, alcuni docenti oltre che il prefetto e le forze dell'ordine, e ho incontrato anche i familiari del ragazzo ucciso, proprio per testimoniare che lo Stato c'è. È stata disposta un'ispezione, valuteremo, però dobbiamo farlo in modo pacato. Non dobbiamo gettare la croce addosso a nessuno". Così il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara a margine di una visita all'istituto comprensivo Barozzi Beltrami di Rozzano, nel Milanese.

"Non sappiamo ancora come si sono svolti i fatti e quali siano i pregressi, non sappiamo se effettivamente il ragazzo aggressore fosse abituato a portare coltelli a scuola, quindi l'ispezione chiarirà anche questo. C'è un'indagine in corso", ha aggiunto Valditara, sottolineando di aver trovato "una comunità scolastica sconvolta, con docenti e la preside particolarmente commossi. Quindi attenzione a non gettare responsabilità che in questo momento non sono assolutamente provate". E comunque "ho abbracciato il padre e lo zio" del ragazzo accoltellato e "ho parlato con loro. Hanno riconosciuto l'importanza anche dei provvedimenti che stiamo varando e hanno apprezzato la vicinanza delle istituzioni", ha concluso Valditara.

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