L'obiettivo? I gioielli

"Siamo i carabinieri, le hanno clonato la targa", la nuova truffa agli anziani

Parlano in dialetto alla vittima, si guadagnano la sua fiducia, si fanno mostrare i gioielli presenti in casa per poi rubarli in un momento di allontanamento dell'anziano

© Istockphoto

Non c'è limite alla fantasia dei criminali, soprattutto quando si parla di truffe. Da Napoli arriva il nuovo raggiro che si sta rapidamente diffondendo in tutta Italia. Le vittime? Come spesso accade, gli anziani. Questa volta però non si tratta del finto nipote che ha bisogno di aiuto o di un parente malato che ha bisogno di soldi per pagarsi le cure. Protagonista del nuovo imbroglio è la targa della macchina della vittima che, secondo quanto raccontato dei truffatori, che si spacciano per carabinieri, sarebbe stata clonata e applicata ad alcune vetture utilizzate per compiere delle rapine in gioielleria. L'obiettivo? Farsi consegnare i preziosi delle vittime. 

"Pronto? Siamo i carabinieri" -

 Tutto ha inizio con una telefonata. I malviventi contattano telefonicamente gli anziani e si identificano come militari dell'Arma. Conoscono una gran quantità di dialetti italiani e, quindi, entrano in confidenza con l'anziano. Lo avvertono, quindi, che la targa della sua auto è stata duplicata e utilizzata per compiere una rapina. "Buongiorno, siamo i carabinieri: la targa della sua auto è stata clonata da una banda di rapinatori" dicono i truffatori al malcapitato. Quest'ultimo, in preda al panico, deve dimostrare di non essere coinvolto con il crimine. È qui che la truffa entra nel vivo. 

L'obiettivo: i gioielli -

 Le sedicenti forze dell'ordine mandano a casa dell'anziano un altro membro della banda. È a lui che la vittima deve mostrare tutti i gioielli che ha in casa, così che il finto carabiniere possa escludere che siano parte del bottino frutto della rapina compiuta utilizzando un'auto avente la stessa targa di quella di proprietà dell'anziano che, nel frattempo, rimane al telefono con il primo truffatore. Una volta registrate su alcuni moduli le caratteristiche dei monili posseduti dalla vittima, il sedicente carabiniere chiede a quest'ultima di consegnargli il documento d'identità per effettuare la verbalizzazione. 

La fuga -

 L'anziano si allontana, restando al telefono con il primo finto militare, per andare a prendere il documento d'identità. Al suo ritorno, però, scopre che il secondo finto carabiniere è sparito e si è portato via i gioielli. Al telefono il truffatore lo rassicura e gli racconta delle scuse sul perché "il collega" si è dovuto allontanare e lo invita a presentarsi in caserma al fine di ultimare i verbali. Quando la vittima è già in auto o in prossimità della caserma il delinquente interrompe la chiamata e svanisce. È a quel punto che il truffato realizza di essere stato vittima di un raggiro. 

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