Lo rivelano alcuni scienziati italiani

Il digiuno intermittente potrebbe fare bene al cervello

Gli scienziati hanno messo in luce del succinato, una molecola che potrebbe aprire nuove strade a terapie farmacologiche mirate alla salute del cervello

© -afp

Non è utile solo per rimettersi in forma, il digiuno intermittente potrebbe comportare alcuni benefici anche per la salute del cervello. A dirlo è un team coordinato da giovani scienziati italiani che ha scoperto un "segreto" biochimico di questo particolare stile alimentare che potrebbe aprire a terapie farmacologiche mirate anche alla salute del cervello. 

Cos'è il digiuno intermittente -

 Si tratta di un particolare regime dietetico che alterna periodi di digiuno volontario a periodi - detti anche "finestre" - di alimentazione. L'assunzione calorica viene, quindi, limitata a particolari momenti della giornata in modo tale che il glucosio assimilato durante i pasti si esaurisca. Il corpo inizia così a bruciare i grassi accumulati per ottenere l'energia necessaria. Il processo favorisce, di conseguenza, la perdita di peso e l'accelerazione del metabolismo. 

Lo studio -

 Pubblicata su Acta Physiologica, la ricerca, ha messo in luce il ruolo che il succinato (un acido dicarbossilico fondamentale nel metabolismo cellulare) riveste nel collegare i benefici del digiuno intermittente su metabolismo, cervello e comportamento alimentare delle persone obese. "Grazie a questo studio potremmo sviluppare approcci nutrizionali o farmacologici mirati a modulare il succinato per prevenire non solo il diabete e altre malattie cardiometaboliche, ma anche i disturbi dell'umore e il declino cognitivo associati all'obesità, offrendo una protezione neurobiologica superiore a quella della semplice restrizione calorica", ha detto la ricercatrice del Centro health science della Scuola Sant'Anna e coordinatrice del lavoro, Paola Tognini. 

Il ruolo del succinato nei soggetti obesi -

 La molecola biochimica, composto chiave del metabolismo energetico, può mediare gli effetti benefici del digiuno intermittente sul metabolismo e, soprattutto, sul comportamento e sull'infiammazione cerebrale nelle persone obese. Nel nostro Paese, stando ai dati Istat, quasi un adulto su due è in eccesso di peso: il 34,6% è in sovrappeso e l'11,8% è obeso. L'obesità, riconosciuta in Italia come una malattia cronica nel 2025, rappresenta un fattore di rischio noto per malattie cardiometaboliche quali il diabete di tipo 2 e l'ipertensione. Ma i danni provocati dall'obesità colpiscono anche il cervello. La patologia, infatti, aumenta il rischio per il soggetto che ne soffre di sviluppare disturbi cognitivi, malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche. 

Il succinato come il digiuno intermittente -

  I ricercatori hanno utilizzato un modello sperimentale di obesità indotta da diete ad alto contenuto di grassi e lo hanno poi confrontato con una dieta bilanciata e con gli effetti del digiuno intermittente. Quest'ultimo ha favorito il miglioramento del comportamento esplorativo e ridotto i livelli di ansia facendo diminuire, anche, l'infiammazione a livello cerebrale. Amalia Gastaldelli, dirigente di ricerca dell'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa e ideatrice dello studio insieme a Paola Tognini, ha detto: "Grazie a tecniche avanzate di metabolomica, siamo riusciti a individuare il succinato come una molecola chiave che mette in comunicazione il metabolismo del corpo con il cervello". L'analisi dei metaboliti nei tessuti e nel circolo sanguigno degli animali da laboratorio ha poi rivelato quella che gli studiosi definiscono una firma metabolica specifica del digiuno intermittente, caratterizzata da una riduzione del succinato nel plasma e da un suo aumento nel fegato e nel tessuto adiposo bruno. Somministrare succinato riproduce gran parte degli effetti del digiuno a intermittenza, soprattutto a livello di cambio di comportamento e diminuzione di ansia; come se la molecola fosse il "segreto" del digiuno intermittente".

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