Sei preziosi costumi di scena, creati per Maria Callas dal Teatro alla Scala, per la prima volta alla Brady Art Gallery di Washington dal 21 gennaio al 21 marzo. Grazie alla collaborazione tra l'Istituto italiano di cultura di Washington e l'Ambasciata greca, i sei costumi saranno esposti, insieme alle immagini dei bozzetti originali firmati dai designer Nicolas Benoit e Piero Tosi, insieme a rare fotografie della celebre cantante lirica. La mostra si intitola “Callas at La Scala: costumes for Ifigenia, Amina, Anna, Fiorilla” e celebra l’eredità della celebre cantante e il ruolo di Milano come laboratorio di formazione artistica.
La mostra porta per la prima volta nella capitale degli Stati Uniti sei costumi d'opera originali, concessi in prestito dalla Fondazione Teatro alla Scala. Tra i pezzi esposti spiccano la tunica di seta per La vestale (Christoph Willibald Gluck), l'abito con bordi in volpe per Anna Bolena (Gaetano Donizetti), il manto nero dorato per Elisabetta in Don Carlo (Giuseppe Verdi), l'abito dipinto a mano da Salvatore Fiume per Medea (Cherubini), la veste di Amina ne La Sonnambula (Vincenzo Bellini).
La rassegna si propone di ricordare il periodo milanese della Callas, sottolineando il suo legame con il Teatro alla Scala e il suo impegno nel trasformare il canto in gesto drammatico, grazie anche all'influenza di figure di grandi registi come Luchino Visconti e Franco Zeffirelli.
Maria Callas, il cui vero nome era Maria Anna Cecilia Sofia Kalogeropoulou, è stata una delle più grandi cantati liriche di tutti i tempi. Nata nel 1923 e morta nel 1977, grazie alla sua voce straordinaria per potenza, agilità ed estensione, unita a una grande capacità interpretativa, ha rivoluzionato il mondo dell'opera mescolando bel canto e dramma, e riscoprendo repertori dimenticati, in particolare di Bellini e Donizetti. La sua vita privata, segnata dalla complessa relazione con Aristotele Onassis, l'ha resa altrettanto famosa, facendole guadagnare l'appellativo “La Divina” e facendo di lei un'icona del XX secolo.