Con il recente ingresso nel gruppo BasicNet, Woolrich torna a Pitti Uomo 109 con un progetto espositivo che riparte da dove tutto è cominciato: nel 1830, in Pennsylvania, tra miniere e foreste immerse nel paesaggio rurale americano.
È da qui che nasce lo slogan “Outdoors since 1830”, ed è da lì che John Rich, con un carro carico di filati e abbigliamento da lavoro, iniziò a rifornire cacciatori, taglialegna e operai. Un gesto semplice che diede vita al più antico marchio outdoor del mondo — e, in un certo senso, al concetto stesso di abbigliamento outdoor.
L’eredità di quei giorni è ancora oggi il cuore di Woolrich: dall’Arctic Parka, simbolo di protezione estrema contro gli inverni più severi, fino al celeberrimo buffalo check, il pattern a quadrettoni rossi e neri diventato un codice visivo globale. Questi capisaldi aprono il percorso del brand a Pitti, dove l’allestimento mette in scena una narrazione che tiene insieme memoria e innovazione.
Lo spazio Woolrich a Pitti Uomo 109 è concepito come una stanza tematica in cui il motivo buffalo check veste le superfici e genera un’atmosfera calda, profondamente americana. Sulle pareti trovano posto cataloghi d’archivio, immagini storiche e testimonianze materiali della lunga storia del brand: rocchetti di filato originali, dipinti del fondatore John Rich e della sua famiglia… Oggetti che parlano di un mestiere antico, sopravvissuto anche all’incendio del 1903 che cancellò parte degli archivi ma non l’identità dell’azienda.
L’Arctic Parka e i capi storici definiscono la partenza dell’esposizione a Pitti, ma sono affiancati alle novità FW26, che interpretano le esigenze del presente senza tradire lo spirito originario.
In questo importante appuntamento internazionale della moda, BasicNet segue per Woolrich lo stesso approccio che applica con gli altri brand del gruppo: valorizzarne l’heritage e utilizzare quest’ultimo come base per sviluppare le nuove collezioni. A Pitti Uomo, Woolrich presenta così un racconto che non sceglie tra tradizione e innovazione, ma le tiene insieme in un equilibrio naturale. Perché ci sono storie che non smettono di evolversi. E Woolrich, oggi come allora, continua a viverle.
© Ufficio stampa
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