Le Borse europee aprono in rialzo, con gli investitori che sembrano sempre meno preoccupati dallo scontro tra Powell e Trump negli Stati Uniti e dalle crescenti tensioni in Iran, con gli Usa che potrebbero prepararsi a intervenire dopo le dure repressioni del regime. A Milano, dopo i primi minuti di contrattazioni, l’indice Ftse Mib segna +0,16%, il Dax di Francoforte +0,11%, il Cac 40 di Parigi +0,42%, l’Ibex 35 di Madrid +0,51% e il Ftse 100 di Londra +0,22%. La Borsa di Tokyo aggiorna i record, con l’indice Nikkei a +1,48%. A spingere al rialzo il listino c’è anche la prospettiva di elezioni anticipate in Giappone, con un nuovo governo guidato da Sanae Takaichi visto positivamente dal mercato.
SCONTRO FED E TENSIONI IN IRAN
I due fattori che focalizzano l’attenzione degli investitori sono lo scontro tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente della Fed, Jerome Powell. Ma anche le tensioni geopolitiche, con la situazione in Iran sempre più tesa, dopo la dura repressione del regime degli ayatollah che ha provocato migliaia di morti. Il presidente Trump si è detto pronto a intervenire, dopo aver imposto dazi del 25% a tutti i Paesi che fanno affari con Teheran, provocando la reazione della Cina. Intanto Pechino ha registrato un surplus commerciale record pari a 1.189 miliardi di dollari, con un aumento delle esportazioni del 5,5% e importazioni stabili. Uno scenario che continua a sostenere la corsa dei metalli preziosi, con oro e argento che aggiornano i massimi.
A WALL STREET AVANTI CON LE TRIMESTRALI
L’attenzione a Wall Street resta sulle trimestrali, dopo i numeri di Jp Morgan, con una frenata degli utili nel quarto trimestre (-7%), oggi tocca a Bank of America, Citigroup e Wells Fargo. A Piazza Affari sono ancora le banche sotto i riflettori, con il risiko che potrebbe riaccendersi, sull’ipotesi di un interesse di UniCredit per la quota detenuta da Delfin in Mps, che evidentemente aprirebbe degli scenari nuovi su riassetti nell’ambito del credito. In avvio scatta Buzzi (+3%) che rimbalza dopo il calo della vigilia. Ieri è stato diffuso il dato sull’inflazione Usa, stabile al 2,7% a dicembre.
SALE IL BITCOIN, SCENDE IL PETROLIO
Sul versante valutario, poco mosso il cross euro/dollaro che si attesta a 1,1649. Recupera terreno il Bitcoin, in area 95mila dollari, sui massimi da metà novembre. Come detto continuano a salire i metalli preziosi, con l’oro spot che aggiorna i record a 4.632 dollari l’oncia. Debole il petrolio, dopo i rialzi dei giorni sorsi, con il Brent che scambia a 65 dollari al barile (-0,6%). Lo spread apre in calo a 63 punti base, con il rendimento del decennale del Tesoro invariato al 3,47%.