Romeo Gigli Eyewear.

Jo Squillo: Romeo Gigli Eyewear, la collezione Spring-Summer 2026

La luce che scolpisce il volto. La forma che ricompone la memoria.

Romeo Gigli Eyewear prosegue il gesto poetico di Severance, trasformando l’idea di una frattura interiore che si ricuce in segno estetico.

Le montature diventano drappeggi per il volto, architetture emotive che non definiscono, ma suggeriscono. Come negli abiti della maison, anche qui la forma nasce da un equilibrio fragile tra rigore e leggerezza, tra ciò che appare solido e ciò che vibra appena sotto la superficie.

Le linee sono morbide, silenziosamente scolpite, con spessori che giocano a sottrazione e trasparenze che ricordano organze e sete che sfiorano la pelle. L’acetato diventa materia viva, modellato come un tessuto; le curve sono delicate, mai rigide; i volumi, più che imporsi, accompagnano. L’iconico dettaglio metallico allungato, nato come “pin” nelle precedenti edizioni, ritorna come cucitura simbolica, gesto che tiene insieme passato e presente, continuità e rinnovamento.

I modelli da vista si muovono tra square misurate, cat-eye appena accennati e frontali scolpiti che richiamano le strutture ergonomiche del prêt-à-porter: silhouettes che non cercano simmetria assoluta, ma armonia, come un orlo rimesso a mano o una spirale di crinolina dissimulata nel tessuto. Le combinazioni di acetato e metallo aggiungono leggerezza architettonica, mentre colori pieni come nero, tartaruga profondo, blu trasparente, havana dorati, costruiscono un vocabolario cromatico sobrio e intenso.

Nell’ambito sunglasses, la luce diventa materia narrativa. I frontali sono più scultorei, con spessori importanti che creano un’ombra precisa sul volto, mentre le aste rivelano micro-incisioni interne come piccoli alfabeti segreti. Le tonalità includono viola profondo con trasparenze sfumate, verde militare con interno havana, nero lucido con dettagli tartarugati, accanto a interpretazioni più tecniche come blu grafico e grigio fumo. Le lenti, degradé o total black, sono realizzate con filtri speciali che intensificano nitidezza e comfort visivo, mantenendo un effetto soft-focus coerente con l’estetica intimista della maison.

Tutte le montature sono fatte a mano in Italia, attraverso processi che rendono ogni pezzo risultato di una cura quasi sartoriale: levigature manuali, fresature sottili, incastri tridimensionali e geometrie. L’occhiale diventa così non un oggetto decorativo, ma un dispositivo poetico: una presenza che racconta, che connette, che custodisce.

Romeo Gigli Eyewear rimane fedele alla propria identità: essenziale, sofisticato, mai gridato. Un’estetica che attraversa il tempo e restituisce al volto il suo spazio narrativo, con la delicatezza di una cicatrice che non nasconde, ma illumina.