TAJANI CONVOCA L'AMBASCIATORE IRANIANO

Proteste in Iran, Trump: "Continuate a manifestare: l'aiuto è in arrivo" | Rubio: "Valutiamo risposte non militari" | Mosca: "Minacce inaccettabili"

I media: "Witkoff ha incontrato segretamente Pahlavi nel weekend". Musk offre la connessione a internet gratis con Starlink. Il presidente Trump, a proposito degli alleati degli Usa in Iran: "Se ne dovrebbero andare. È una buona idea"

Il presidente statunitense Donald Trump lancia un appello ai manifestanti da ormai due settimane protagonisti delle proteste in Iran"Patrioti iraniani continuate a manifestare e prendete il controllo delle istituzioni", l'esortazione dell'inquilino della Casa Bianca sul suo social Truth che assicura: "L'aiuto è in arrivo. Salvate i nomi di chi uccide e abusa, pagheranno un prezzo alto. Ho cancellato tutti gli incontri con i funzionari iraniani". Sempre su Truth, il tycoon aveva annunciato che "con effetto immediato, qualsiasi Paese che faccia affari con la Repubblica islamica dell'Iran pagherà dazi del 25% su tutte le attività commerciali svolte con gli Usa". Secondo il media americano Axios il segretario di Stato Marco Rubio avrebbe dichiarato, in incontri a porte chiuse tenutisi nei giorni scorsi, che in questa fase Donald Trump starebbe valutando risposte non militari a sostegno dei manifestanti in Iran.

"Il mio obiettivo finale è vincere" -

 L'obiettivo finale di Donald Trump in Iran è "vincere". "Mi piace vincere", ha detto il presidente americano in un'intervista a Cbs News. Quando gli è stato chiesto cosa intendesse per "vincere", ha elencato una serie di operazioni militari condotte durante il suo primo e secondo mandato. "Quello che sta succedendo in Iran non va bene. Un conto è protestare, un altro è uccidere migliaia di persone. Vedremo come andrà a finire per loro. Non andrà a finire bene", ha aggiunto. Il tycoon ha ribadito che gli Stati Uniti intraprenderanno "azioni molto forti" se l'Iran impiccherà i manifestanti: "Non ho sentito parlare di impiccagioni. Se li impiccheranno, vedrete delle conseguenze".

L'invito agli alleati a evacuare l'Iran -

 Interpellato da un giornalista prima del discorso sul fatto che gli Stati Uniti abbiano consigliato agli alleati di evacuare l'Iran, Trump ha risposto: "Se ne dovrebbero andare. È una buona idea". Lo fa sapere la Cnn. Il presidente Usa ha aggiunto: "Rendiamo l'Iran di nuovo grande. Era un grande Paese finché questi mostri non sono arrivati e se ne sono impadroniti, e ora è tutto molto fragile. Sarebbe successo anche a noi se non avessi vinto queste elezioni".

I media: "Witkoff ha incontrato segretamente Reza Pahlavi nel weekend" -

 L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff avrebbe incontrato segretamente nel fine settimana l'ex principe ereditario iraniano in esilio, Reza Pahlavi, per discutere delle proteste che infuriano in Iran, secondo un alto funzionario statunitense: lo scrive Axios. Sarebbe stato il primo incontro ad alto livello tra l'opposizione iraniana e l'amministrazione Trump dall'inizio delle proteste, 15 giorni fa. Pahlavi starebbe cercando di posizionarsi per assumere un ruolo di leader "transitorio" nel caso in cui il regime crolli. Figlio dello scià deposto durante la rivoluzione islamica del 1979, guida una fazione di opposizione dall'esilio negli Stati Uniti. Nelle ultime due settimane, è apparso su diverse reti televisive statunitensi, chiedendo all'amministrazione Trump di intervenire a sostegno delle proteste.

Musk offre gratis la connessione internet di Starlink -

 Elon Musk sta offrendo il servizio internet di Starlink gratuitamente in Iran. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali SpaceX ha revocato la quota di abbonamento a Starlink in Iran, in modo che le persone con ricevitori nel paese possano accedere al servizio senza pagare. Secondo 

L'ascesa di Pahlavi durante le proteste -

 All'inizio delle proteste, l'amministrazione Trump non considerava Pahlavi un attore politico significativo: in un'intervista allo Hugh Hewitt Show la scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti ha rifiutato di sostenerlo apertamente. Tuttavia, un alto funzionario statunitense ha dichiarato che l'amministrazione è stata sorpresa dal fatto che durante molte manifestazioni i partecipanti cantassero il nome di Pahlavi: "C'è stata un'ascesa di Pahlavi. Cantano il suo nome nelle manifestazioni in molte città e sembra avvenire in modo organico", ha detto. Nei sondaggi d'opinione pubblici condotti negli ultimi anni, compreso novembre 2025, circa un terzo degli iraniani sosteneva Pahlavi, mentre un altro terzo era fortemente contrario, secondo il sondaggista olandese Ammar Maleki. È una percentuale più alta rispetto a qualsiasi altro esponente dell'opposizione iraniana.

Cremlino: "Ricatto sfacciato da parte degli Usa" -

 La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha affermato che "le minacce di Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro l'Iran sono categoricamente inaccettabili. La Russia - aggiunge Zakharova, citata dalla Tass -respinge i tentativi sfacciati di ricattare i partner stranieri dell'Iran aumentando i dazi commerciali". Un nuovo attacco americano nella Repubblica islamica "avrebbe conseguenze disastrose per la sicurezza in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale", si legge in un comunicato sul sito del dicastero dove si accusano "forze straniere ostili all'Iran di sfruttare le crescenti tensioni sociali per destabilizzare e distruggere il Paese".

Usa avvisano i propri cittadini: "Lasciate l'Iran subito" -

 Il Dipartimento di Stato americano e l'Ambasciata virtuale di Teheran hanno emesso un avviso urgente ai cittadini statunitensi in Iran, invitandoli a "partire immediatamente", a causa dell'intensificarsi delle proteste in tutto il Paese, delle violenze e del blocco di internet. L'avviso è stato diffuso lunedì, mentre l'Iran entrava nella terza settimana di manifestazioni antigovernative, con centinaia di morti e migliaia di arresti, secondo quanto riportato da gruppi per i diritti umani e organi di stampa.

Il ministro degli esteri di Teheran: "Internet interrotto perché i terroristi sono guidati dall'estero" -

 E L'Iran ha interrotto l'accesso a internet l'8 gennaio perché erano cominciate "operazioni terroristiche" durante le proteste legate inizialmente a rivendicazioni economiche, ha dichiarato il ministro degli Esteri ad Al Jazeera. "Il governo stava dialogando con i manifestanti. Internet è stato interrotto solo quando ci siamo trovati di fronte a operazioni terroristiche e ci siamo resi conto che gli ordini provenivano dall'estero", ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. I difensori dei diritti umani hanno accusato la Repubblica Islamica di aver interrotto l'accesso a internet per nascondere una repressione che, a loro dire, ha causato centinaia, se non migliaia, di morti.

Riattivate le telefonate internazionali -

 Le telefonate internazionali sono riprese in Iran dopo essere state bloccate per giorni, a causa delle manifestazioni in corso nella Repubblica Islamica. Lo constatano i media internazionali. Da venerdì era impossibile effettuare chiamate all'estero. Internet rimane bloccato, secondo il monitor Netblocks.

Dodicimila morti in due settimane -

 Sarebbero almeno 12 mila le persone morte nelle proteste registrate in Iran nelle ultime due settimane. E' quanto emerso da un'analisi dell'emittente di opposizione iraniana con sede a Londra "Iran international" sulla base di diverse fonti, tra cui due nell'ufficio presidenziale e una vicina al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, oltre a resoconti provenienti dall'interno del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell'Iran (Irgc, i pasdaran), da testimonianze oculari di familiari e amici delle vittime e da resoconti medici.  Secondo l'emittente la maggior parte delle vittime aveva meno di 30 anni.

L'Onu: "Inorriditi per la repressione delle proteste" -

 L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato di essere "inorridito" dalla "repressione" delle proteste in Iran. "L'uccisione di manifestanti pacifici deve cessare ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come 'terroristi' per giustificare la violenza contro di loro", ha affermato in una nota.

La testimonianza -

 Le forze di sicurezza iraniane spesso "sparano direttamente alla testa e agli occhi", per far sì che le persone colpite "non possano più vedere": è quanto raccontato da un medico di Teheran al Guardian, che riporta di "ospedali e pronto soccorso stracolmi di manifestanti feriti da colpi d'arma da fuoco", secondo le testimonianze raccolte. Un medico oculista, aggiunge la testata britannica, ha riferito di "più di 400 lesioni agli occhi provocate da proiettili in un solo ospedale".

Farnesina - Intanto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha convocato l'ambasciatore iraniano Mohammad Reza Sabouri alla Farnesina. L'incontro, previsto per martedì 13 gennaio alle 17:30, è stato annunciato durante un'informativa parlamentare sulla situazione in Venezuela e in Iran. "In questi giorni le donne e gli uomini dell'Iran si stanno battendo nelle strade, nelle piazze, pagando un altissimo prezzo di sangue, di sofferenze, di carcerazione e probabilmente di torture. Tutto questo è assolutamente inaccettabile", ha aggiunto Tajani. "Noi abbiamo sempre mantenuto in Iran una presenza discreta attenta a tutelare gli interessi nazionali e non far venire meno le ragioni del dialogo, sempre importante anche con regimi lontanissimi da noi, ma dialogo non significa accettazione passiva dello spettacolo di un regime che reprime con la violenza i suoi stessi cittadini", ha concluso.

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