Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.

Jo Squillo: La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti presenta la seconda mostra di PM23: VENUS

In Piazza Mignanelli 23 inaugura la nuova mostra che reinterpreta i codici di Valentino Garavani attraverso gli occhi di Joana Vasconcelos.

© Ufficio stampa

Nasce un naturale intreccio tra moda, arte e linguaggi creativi, che mette in relazione innovazione e visione contemporanea, per offrire una lettura vibrante e attuale dell’universo del couturier.

Dopo aver animato Roma con un progetto di arte diffusa che ha portato tre opere monumentali di Joana Vasconcelos in altrettanti luoghi iconici della città, la mostra VENUS - Valentino Garavani through the eyes of Joana Vasconcelos apre ufficialmente al pubblico il 18 gennaio 2026 presso PM23, lo spazio inaugurato lo scorso maggio dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Gli oltre 1000 mq ospitano un percorso espositivo che offre uno sguardo contemporaneo e poetico sull’universo creativo di Valentino Garavani, reinterpretato dalla visione potente e riconoscibile dell’artista portoghese.

La Fondazione affida a Joana Vasconcelos un progetto carte blanche: all’interno dello spazio in Piazza Mignanelli 23, la visita riunisce 12 opere dell’artista - tra spettacolari installazioni già esistenti e opere site-specific - e 33 creazioni di Valentino Garavani, la cui selezione d’archivio è stata curata da Pamela Golbin.

L’opera emblematica della mostra è la monumentale Valchiria VENUS, che dà il nome alla mostra, pensata dall’artista in relazione allo spazio e al progetto, partendo dallo studio dei codici dello stilista. L’imponente figura nasce nella sala absidata come estensione di 8 abiti e si sviluppa con i suoi bracci, diventando lente attraverso cui osservare l’eredità di Valentino Garavani e astrazione delle molteplici sfaccettature delle identità femminili contemporanee che essa rappresenta.

Le sale presentano installazioni dell’artista come “Venus, The Painting” dalla serie Crochet Paintings, opera incorniciata che trasforma il tessuto in superficie pittorica prendendo ispirazione dal motivo Josef Hoffmann degli abiti Haute Couture della collezione A/I 1989-90. “Strangers in the Night” esplora gli archetipi femminili proiettati dalla cultura patriarcale, mentre “Full Steam Ahead (Red) #1” sorprende con un fiore di loto meccanico composto da ferri da stiro, simbolo di resilienza e metamorfosi. Entrambe le opere sono accostate a creazioni di Alta Moda, rispettivamente un abito da cocktail con fasce in piume di struzzo della Collezione A/I 2007-2008 e da un abito da sera in tulle e paillettes con lungo strascico della Collezione A/I 2001-2002. Segue Marilyn, dove oggetti domestici - pentole e coperchi - diventano scarpe con tacco monumentali, ribaltando stereotipi e celebrando il lavoro femminile spesso invisibile. Anche in questo caso 3 abiti di Alta Moda (FALL-WINTER 1998/1999, FALL-WINTER 1999/2000 e SPRING-SUMMER 1995) completano la sala in un trionfo di seta, raso, organza, taffetas e pailettes nelle varie shades dell’argento. Il corridoio presenta 3 opere, “Red Independent Heart #3”, “Witch Mirror” e “Sacro Cuore”, con corsetti ricamati e giacche dalle linee nette a completare ed impreziosire il percorso del visitatore. Il percorso culmina in “Garden of Eden”, un ambiente-opera immersiva in cui archetipi diversi – dalla Valchiria a Cenerentola, dalla Femme Fatale alla Seduttrice – convergono in un racconto mitico condiviso nel quale fanno da protagonisti 8 abiti iconici total black in tulle, seta, georgette, pizzo, impreziositi da pailettes, cristalli, perline di vetro, lavorazioni in tulle.

Con il secondo progetto espositivo di PM23 prende forma concretamente uno dei pillar della Fondazione, l’impegno sociale e collettivo. VENUS - l’opera pensata e progettata dall’artista e realizzata dal suo atelier a Lisbona - viene arricchita da un imponente e ambizioso progetto sociale e corale: 756 ore di workshop, più di 200 partecipanti di ogni età, oltre 200 kg di moduli all’uncinetto realizzati in tutta Roma – dal centro alle periferie – e inviati all’artista. Studenti, pazienti, detenute e membri delle 9 associazioni partner hanno partecipato attivamente, trasformando il gesto manuale in cura, creatività e coesione sociale, dando forma e voce all’opera.

Così VENUS, cuore pulsante della mostra e grande VENUS lunga tredici metri, si sviluppa nello spazio con la sua “seconda pelle” all’uncinetto e diventa simbolo di intelligenza artigianale, unendo la forza creativa di Valentino Garavani e Joana Vasconcelos a un impulso di riscoperta identitaria, riscatto e vitalità sociale per le fasce più fragili della città.

Le scuole di alta formazione, MAM - Maiani Accademia Moda, Accademia di Costume & Moda e NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Roma, hanno coinvolto studenti in laboratori, incontri con le comunità e attività di comunicazione visiva, stimolando riflessioni sui codici estetici di Valentino e sul valore sociale della moda.

Partner sociali e sanitari hanno ospitato nelle loro sedi, laboratori di uncinetto rivolti a pazienti, famiglie e comunità: la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia con Fondazione Severino; l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, con i centri di Gianicolo, Palidoro e Hospice Pediatrico di Passoscuro; l’hospice Gemelli Medical Center; Differenza Donna, associazione impegnata nell’empowerment femminile e nella lotta contro la violenza di genere; INTERSOS, organizzazione umanitaria internazionale con il centro polifunzionale di Torre Spaccata.

A questo progetto umano e artistico è dedicato anche TRAME #73, il documentario di Daniele Luchetti, presentato in una sala all’interno della mostra. La video-installazione, del regista e direttore artistico del corso di Regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia (CSC), presenta le testimonianze di studenti, detenute, insegnanti di uncinetto, artigiane e dell’artista stessa, restituendo un racconto corale sul valore del fare insieme, della trasmissione del sapere, della bellezza come strumento di trasformazione e della creatività come cura ed empowerment.

Il lavoro manuale viene nobilitato come pratica artistica e creativa, atto di resistenza culturale e strumento di affermazione personale e collettiva. L’opera finale restituisce valore, visibilità e voce ai gesti delle comunità accademiche, insieme ai presidi di cura degli ospedali coinvolti e alle reti dell’associazionismo umanitario e sociale, trasformando la creatività in esperienza condivisa e inclusiva.

“VENUS nasce dal desiderio di celebrare la creatività in tutte le sue forme, come ponte tra arte, moda e comunità. Con questo progetto abbiamo voluto offrire uno spazio dove bellezza e innovazione possano incontrare la partecipazione e l’inclusione, trasformando l’espressione artistica in un’occasione di dialogo e condivisione. La collaborazione con Joana Vasconcelos ci ha permesso di esplorare nuovi linguaggi, intrecciando saperi, mani e storie diverse, e di rendere visibile il valore del lavoro collettivo e della creatività come strumento di empowerment. Attraverso VENUS celebriamo non solo l’arte e la moda, ma anche le comunità, le persone e i luoghi che hanno contribuito a rendere possibile questo progetto, riaffermando la nostra convinzione che la bellezza - in quanto forza propulsiva - permetta alla creatività, condivisa e partecipata, di stimolare nuove visioni, rafforzare le comunità e lasciare un segno duraturo nelle generazioni future.”
- Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti

La mostra VENUS apre al pubblico il 18 gennaio presso PM23, lo spazio espositivo e culturale della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. I biglietti sono disponibili sul sito di PM23 oppure acquistabili presso la biglietteria in Piazza Mignanelli.