Presentata a Roma, la relazione conclusiva della commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari. Il quadro è allarmante. Alla faccia di tutti i medici ed infermieri precari per il blocco del turnover e per i conti in rosso, la Campania registra un picco di assunzioni extra-concorsi.
Quasi 400 i dirigenti a cui è stato assegnato un incarico definitivo senza passare per un concorso. Ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 229 del 1999, i direttori generali possono infatti conferire incarichi per l'espletamento di funzioni di particolare rilevanza e di interesse strategico a laureati di particolare e comprovata qualificazione professionale. Il tutto attraverso la stipula di contratti a tempo determinato e con rapporto di lavoro esclusivo, entro il limite del 2% della dotazione organica della dirigenza.
L'articolo rappresenterebbe dunque uno strumento derogatorio, rispetto alle regole generali per le assunzioni a tempo determinato con rapporto di esclusività. La Commissione rileva quindi che in Campania l'articolo "non viene usato solo per funzioni di particolare rilevanza, ma anche al fine di ricoprire “normali” incarichi dirigenziali per i quali già sono definite le modalità di assegnazione".
L'articolo in questione, prosegue la Commissione "troppo spesso si trasforma in una chiamata diretta di natura discrezionale, da parte dell'azienda, in relazione a profili professionali che andrebbero ricoperti mediante espletamento di concorso pubblico".
Nel mirino anche i policlinici universitari
La relazione contiene anche una parte dedicata ai Policlinici universitari che risultano secondo la Commissione anche "dirigenze di strutture complesse con zero posti letto" e dove "incarichi e concorsi rispondono spesso a logiche anomale: basti confrontare i nominativi dei vincitori dei concorsi per verificare la sussistenza di evidenti legami familiari e generazionali nei ruoli ricoperti". Quindi, l'auspicio espresso è che "la normativa sul governo clinico codificata dal decreto Balduzzi, concorra a delineare una politica sanitaria finalmente improntata alla competenza tecnica, alla capacità operativa e al senso di responsabilità, non condizionata da logiche politiche".