Scarcerato dopo un anno e mezzo

Gli studi, i progetti umanitari in giro per il mondo e l'arresto: chi è Alberto Trentini

La svolta con il blitz americano per catturare Maduro. Per 423 giorni è rimasto in carcere senza mai sapere per cosa era accusato

© Ansa

Alberto Trentini, operatore umanitario veneziano, 46 anni, si trovava in Venezuela da meno di un mese per conto della Ong 'Humanity and Inclusion', impegnata nell'assistenza alle persone con disabilità, quando è stato arrestato. Per 423 giorni è rimasto in carcere senza mai sapere per cosa era accusato. Trentini è stato liberato l'alba del 12 gennaio. 

Dieci anni in giro per il mondo per progetti umanitari -

 Alberto ha 46 anni, compiuti in cella lo scorso 10 agosto. Da 10 anni è in prima linea nella cooperazione internazionale. Si laurea in Storia a Ca’ Foscari di Venezia poi si specializza come assistente umanitario a Liverpool e con un master in sanificazione dell’acqua a Leeds. Poi un'esperienza lavorativa dietro l'altra: 6 mesi in Perù nel 2017 per aiutare i paesi colpiti dalle inondazion, poi Ecuador, Paraguay, Bosnia, Etiopia, Nepal, Grecia, Libano, fino all’ultimo incarico assunto con la ong francese Humanity and Inclusion, premio Nobel per la pace 1997, specializzata nell’assistenza di persone con disabilità. 

L'arresto -

 Trentini, che era arrivato a Caracas il 17 ottobre, è stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava verso Guasdualito per portare aiuti alle comunità locali. Quando è stato arrestato non aveva con sé le medicine di cui ha bisogno. Ha trascorso 423 giorni in un carcere di massima sicurezza alle porte della capitale venezuelana.

I 181 giorni di silenzio -

 Nelle prime settimane non si è saputo nulla sulla sua detenzione. Per oltre due mesi le autorità non hanno fornito notizie né hanno permesso alcun contatto con lui. A gennaio 2025 Palazzo Chigi, in una nota, assicurò che si stavano "attivando tutti i canali possibili per garantire una soluzione positiva e tempestiva" garantendo "massima attenzione fin dall'inizio". Dopo 181 giorni di silenzio la notte del 16 maggio è arrivata la prima telefonata. Il cooperante dal carcere di Caracas ha parlato con la famiglia, rassicurando di essere in buone condizioni e di ricevere le cure mediche di cui ha bisogno. Un contatto, ottenuto dopo lunghe pressioni diplomatiche, accolto con sollievo dai familiari ma anche dal governo italiano.

La speranza con blitz contro Maduro -

  Poi la svolta, indirettamente grazie al blitz americano che ha catturato Maduro e la moglie. "La nostra famiglia sta vivendo giornate di angoscia e di speranza" hanno affermato proprio mercoledì i genitori di Alberto: "Chiediamo a tutti di rispettare la consegna del silenzio indicata da Palazzo Chigi ed evitare qualunque strumentalizzazione perché ogni parola sbagliata può compromettere la liberazione". Che poi per fortuna è avvenuta. 

Le reazioni -

 "Un grande lavoro della nostra diplomazia, un successo del governo che ha saputo interloquire e cogliere il cambiamento che c'è stato in Venezuela": queste le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso soddisfazione in una nota: "Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l'Ambasciata d'Italia a Caracas. Desidero esprimere - ha aggiunto - a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato". Anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha commentato la notizia: "Alberto Trentini è finalmente libero! È stato liberato insieme a Mario Burlò e si trovano all'ambasciata di Caracas. È una splendida notizia che ci dà tanta gioia, il nostro abbraccio stretto alla sua famiglia e all'avvocata Ballerini, e il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato per riportarlo a casa".

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