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Sensi: "Lega da commissariare"

Anche il mondo arbitrale da azzerare

Il patron della Roma Franco Sensi torna all'attacco del palazzo calcio nostrano: "Io sono una delle vittime del calcio. Il prossimo anno bisognerà rifare tutto nuovo, perchè io non intendo più continuare a fare il presidente di una società in questo contesto. E al governo chiedo di commissariare la Lega Calcio". L'attacco del presidente si allarga quindi al settore arbitrale italiano: "I vecchi arbitri devono andare a casa, Collina compreso".

"I vecchi arbitri devono andare a casa - prosegue nella sua invettiva il presidente romanista - Bisogna prendere i nuovi che arbitrano nelle serie inferiori e mandarli in A. Tutti devono essere cambiati, Collina compreso, perchè in Milan-Lazio, ad esempio, non ha arbitrato come doveva. Prendiamo i giovani, quelli che vengono dalla serie C: possono sbagliare, ma lo facciano pure. Sono giustificati, gli altri no. In questo campionato, io sono stato quello massacrato più di tutti da certi arbitraggi: non credo siano procurati apposta, ma la cosa è avvenuta".

Quindi Sensi torna su un altro dei suoi temi preferiti, il conflitto d'interessi all'interno della Lega: "Una nuova maggioranza è possibile. Galliani aveva detto che dopo sei mesi si sarebbe dimesso, avrebbe lasciato la carica. Adesso il tempo è passato, aspettiamo che se ne vada in pace e lasci a qualcun altro di assumere l'incarico. Tra due assemblee la questione verrà messa al voto". "Ci vuole il presidente di una piccola squadra - continua - o fuori dal calcio. Io avevo scelto, d'intesa con Moratti, Salvatori, ma non lo hanno voluto i 3-4 capi del calcio italiano. Carraro? Anche lui è succube di questi...". E il ruolo di Juventus e Milan nei guai stagionali della Roma? "Hanno contribuito perchè Galliani è presidente di Lega e un certo peso si sente. La Juventus ha un fascino antico, ma con il tempo anche quello andrà via".

Pronta la replica del vice-presidente del Milan.

"Smentisco in maniera assoluta - ha precisato infatti Galliani - di avere mai detto che avrei lasciato la carica di presidente dopo sei mesi". Comunque sia, in tutto queto baillame, una sola cosa è certa: qualcuno non dice la verità. E intanto l'Europa ci ammonisce. Il calcio era la sola materia in cui questo non era sinora avvenuto. La lacuna è stata finalmente colmata.