"Il Mezzogiorno ha tre quarti della popolazione del Nord, ma eroga 500mila pensioni di invalidità civili in più". Ad affermarlo, una nota dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. "Concentrando l'attenzione sulle pensioni di invalidità civile, la macro-area che tra il 2020 e il 2024 ha visto salire maggiormente il numero delle prestazioni è stata il Mezzogiorno con una variazione del +8,4% (+124.933 assegni). Sempre in quest'area geografica tra il 2022 e il 2024 l'incremento è stato addirittura del 7,2%".
Divisione territoriale -
Nessun'altra ripartizione geografica del Paese ha registrato in entrambi i confronti degli incrementi così importanti", continua la nota. "Segnaliamo, altresì, che nel Mezzogiorno è presente una popolazione di 19,7 milioni di persone, mentre nel Nord ne registriamo 26,3 milioni, tuttavia il primo conta 500mila invalidi civili in più del secondo". Per quanto riguarda la divisione territoriale, "se facciamo un focus solo sulle pensioni erogate agli invalidi civili, nel 2024 la spesa complessiva è stata di 21 miliardi di euro; quasi la metà (il 46,6% del totale) viene erogata nel Mezzogiorno". Secondo l'Ufficio Studi, poi, "l'importo annuale più importante pari a 2,73 miliardi viene corrisposto alla Campania. Seguono i 2,67 miliardi dati in Lombardia e i 2,38 miliardi dovuti al Lazio. L'importo mensile medio nazionale è di 501 euro". Osservando l'andamento del numero delle pensioni di invalidità civile, conclude la Cgia, "tra il 2020 e il 2024 la regione che ha subito l'incremento percentuale più elevato è stata la Puglia (+14,1%). Seguono la Basilicata (+12,2) e la Calabria (+11,9). Per contro, le realtà dove l'aumento è stato più contenuto sono la Toscana (+2,7) e il Friuli Venezia Giulia (+2,6)".