"Sbrigativi e infastiditi". E' questo il ritratto degli investigatori svizzeri che fanno in una relazione gli esperti inviati dal ministero dell'Interno a Crans-Montana per seguire le indagini sulla tragedia di Capodanno che ha ucciso 40 giovanissimi, tra questi 6 italiani. E' il 4 gennaio, come riferisce Il Secolo XIX, e il team del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Viminale effettua un sopralluogo all'interno de Le Constellation. Le bottiglie di champagne sono ancora sui tavoli con i loro candelotti, si legge nel dossier italiano. E la vernice verde della Scientifica circonda l'area adiacente alle scale d'uscita, nella quale "34 corpi sono stati trovati accatastati". Inoltre, - è l'accusa - i funzionari elvetici si mostrano "visibilmente irrigiditi e frettolosi" per la presenza dei colleghi italiani sulla scena della strage.
La relazione degli investigatori italiani a Crans-Montana -
Nel documento del dipartimento della Pubblica sicurezza del ministero dell'Interno è stato fotografato questo scenario: l'inferno del bar e una collaborazione investigativa di fatto poco collaborativa e la sensazione che il clamore che in Svizzera il disastro ha suscitato possa arrecare danni all'immagine internazionale di Crans-Montana, che, nel 2027, ospiterà i mondiali di sci e dove un colosso americano ha acquistato tutti gli impianti di risalita del comprensorio, con un investimento imponente, sottolinea Il Secolo XIX.
La relazione degli investigatori italiani è arrivata a Roma, nella sede dal Servizio per la cooperazione internazionale, inviata da un ufficiale dei carabinieri distaccato presso la sezione di Berna della medesima articolazione governativa, in veste di esperto per la sicurezza. Una sorta di agente diplomatico di questa ramificazione del ministero, deputata ad agevolare gli scambi informativi fra polizie.
© Withub
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Il sopralluogo -
Il dossier è stato appositamente redatto dopo la missione compiuta fra il 4 e il 5 gennaio da due medici legali del servizio di polizia scientifica, specializzati nella Disaster victim identification (Dvi), l'identificazione delle vittime di disastri e cataclismi, considerando che a Le Constellation hanno perso la vita anche sei italiani. Con i medici, l'esperto per la sicurezza, tutti accompagnati da funzionari Dvi elvetici e membri della polizia del Canton Vallese.
Fu un'ispezione consentita dalle autorità locali, di breve durata, particolarmente frettolosa, come hanno riferito gli inquirenti italiani. Le Constellation viene descritto come un luogo di metratura ridotta, interrato, senza finestre e con una sola uscita, corrispondente anche "all'unica di sicurezza". Quelle scale su cui si sono ammassati almeno 34 dei 37 corpi trovati all'interno, che con il peso hanno anche divelto la ringhiera. Una stanza ricoperta di plastica e di quei pannelli fonoassorbenti che si sono incendiati fondendo i calici appesi sopra il bancone del bar e le televisioni.
© Ansa|Fiori e tanti giovani ai funerali di Achille Barosi
© IPA|I funerali di Giovanni Tamburi
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© Ansa|I funerali di Riccardo Minghetti
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© Ansa|I funerali di Chiara Costanzo
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© IPA|I funerali di Giovanni Tamburi
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© Ansa|I funerali di Chiara Costanzo
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La delegazione italiana notando, poi, nel bar l'esistenza di un passaggio di servizio, opposto all'ingresso, e osservando l'edificio, faceva presente che non si trattava in realtà di un varco verso l'esterno, ma dell'accesso a un vano ascensore. E aveva provato a chiedere chiarimenti ai funzionari elvetici, che, però, si sarebbero limitati a dire che "non era agibile", sottolineando che "non erano titolati a esprimersi nel merito".
Unici indagati, in quei giorni a piede libero, i due titolari del locale, i coniugi Jacques e Jessica Moretti. Nessun rappresentante degli organi di controllo su questo tipo di strutture e attività, invece, "sottoposto a indagine", che si tratti di enti della Federazione Elvetica o locali. Elemento che gli inquirenti svizzeri considereranno, ma che stride con le dichiarazioni immediate del sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, secondo cui a Le Constellation non sono stati svolti controlli fra il 2020 e il 2025.
I certificati di morte senza causa del decesso -
Così, il report italiano cerca sì di far luce sulla strage, ma evidenzia soprattutto le molte ombre delle indagini elvetiche. Con esso, infatti, si sottolinea la scelta dell'autorità giudiziaria svizzera di non disporre le autopsie sui corpi dei sei italiani con i certificati di morte che "non indicano la causa del decesso", al contrario dei cosiddetti "certificati medici di morte", che in Svizzera restano coperti da segreto e possono essere chiesti solo per "ragioni collegate a procedimenti giudiziari". Per questo e, in particolare, per la volontà di alcune famiglie di far cremare le salme rendendo impossibili futuri accertamenti medico-legali, la Procura di Roma ha deciso di delegare gli uffici inquirenti delle città di residenza di cinque vittime italiane (la sesta viveva in Svizzera) a disporre le autopsie.
Tajani in Aula sulla strage -
Nella seduta di martedì 13 gennaio, dalle ore 15.30, nell'Aula di Montecitorio, si svolgeranno le informative urgenti del governo, con la partecipazione del ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, sui tragici fatti occorsi a Crans-Montana e sui più recenti sviluppi della situazione in Venezuela.