Il Comune di Crans-Montana si potrebbe trovare presto sull'orlo di un baratro finanziario senza precedenti, conseguenza diretta della tragedia del bar "Le Constellation". A rivelarlo un’analisi pubblicata dal quotidiano svizzero 24heures. L'ammissione di colpa della municipalità, che ha confermato l'assenza di ispezioni di sicurezza dal 2020 al 2025, ha trasformato l'ente pubblico nel principale bersaglio delle richieste risarcitorie. Quella che era nata come una tragica fatalità è ora legalmente configurata come un’omissione di vigilanza sistematica, esponendo le casse comunali a una responsabilità civile di proporzioni catastrofiche.
Con un bilancio di circa 40 vittime e oltre cento feriti, le proiezioni sui risarcimenti per danni morali, biologici e patrimoniali raggiungono cifre astronomiche che superano di gran lunga le coperture assicurative standard dell'amministrazione. Gli avvocati delle famiglie delle vittime puntano a ottenere indennizzi che potrebbero ammontare a decine, se non centinaia di milioni di franchi. Per una realtà locale, un esborso di tale portata non rappresenta solo un onere straordinario, ma una minaccia concreta alla stessa continuità dei servizi pubblici essenziali.
Il rischio di un "default" tecnico del Comune non è più un'ipotesi remota. Il peso del debito derivante dalle sentenze civili potrebbe paralizzare gli investimenti futuri e costringere l'amministrazione a misure drastiche, come l'alienazione del patrimonio pubblico o un aumento insostenibile della pressione fiscale locale. La ricerca di giustizia per le vittime rischia così di coincidere con il collasso economico di una delle località più rinomate delle Alpi.