Gennaio viene spesso visto come il mese dei nuovi inizi: ci si ripromette di mettere da parte più soldi, di spendere con maggiore attenzione e di sistemare i propri conti dopo le spese eccessive di dicembre. Tuttavia, l’energia dei primi giorni tende a svanire rapidamente e, nel giro di poco tempo, si rischia di tornare alle vecchie abitudini. La buona notizia è che il 2026 non è affatto perduto: c’è ancora tutto il tempo per o per riprendere in mano la propria situazione finanziaria e trasformarla definitivamente, a patto di adottare una strategia diversa.
Secondo Marco Casario, tra i divulgatori finanziari più seguiti in Italia, con oltre 2.5milioni di visualizzazioni al mese sui suoi canali social, il vero sbaglio non sta nel cominciare a gennaio, ma nel credere che la sola motivazione sia sufficiente."Il punto non è quando inizi, ma come. Se affronti il nuovo anno con un metodo chiaro e strumenti pratici, anche gennaio può diventare il momento giusto per cambiare davvero rotta", spiega.
La pagella finanziaria: il punto di partenza che pochi fanno realmente -
Il primo passo consiste in una fotografia onesta della propria situazione economica, quella che Casario chiama "pagella finanziaria". Un esercizio non complesso solo apparentemente, che risponde a tre quesiti essenziali: quanto ho guadagnato nell’ultimo anno? Quanto ho speso in totale? E il saldo finale è un surplus o un deficit? Il passaggio fondamentale è trattare risparmi e investimenti come vere e proprie spese. "Se includi anche quelli tra le uscite e scopri che a fine anno ti avanzano comunque dei soldi", chiarisce Casario, "quel numero racconta molto più di quanto immagini. Sono risorse rimaste ferme, senza uno scopo. È il tuo potenziale inespresso e indica quanto potresti migliorare senza stravolgere lo stile di vita".
Il diario delle spese emotive: dove i numeri incontrano le emozioni -
Accanto alla pagella, c’è uno strumento che Casario reputa decisivo: il diario delle spese emotive. L’esercizio è semplice ma potente. Per ogni spesa non necessaria dell’ultimo mese, ci si chiede perché è stata fatta, se era realmente essenziale o impulsiva, e quale emozione c'era sotto. "Controllare le spese non è solo una questione di calcoli. Molto spesso spendiamo per compensare stress, stanchezza o frustrazione. Quando colleghi numeri ed emozioni, smetti di combattere contro te stesso e inizi a guidare davvero le tue scelte". È uno dei passaggi più complessi, ma anche quello che genera cambiamenti più duraturi.
L’audit di inizio anno: le spese invisibili che pesano sul futuro -
Il reset del 2026 passa anche da un’analisi attenta delle spese ricorrenti: abbonamenti dimenticati, servizi usati raramente, addebiti automatici che non si notano ma pesano mese dopo mese. Fare un audit a inizio anno, separando le spese previste dagli imprevisti probabili e dai costi periodici, aiuta a ridare respiro al budget e diminuire l’ansia finanziaria. Includere fin dall'inizio una quota dedicata agli imprevisti significa impedire che una spesa inattesa faccia saltare tutto il piano. Non elimina i problemi, ma li rende controllabili.
Debiti e fondamenta: da dove ripartire realmente -
Prima di parlare di risparmio o investimenti, è fondamentale dedicarsi al tema dei debiti ad alto interesse. "Non ha senso cercare rendimenti se stai pagando interessi elevati su prestiti o carte di credito", chiarisce Casario. Che si decida di partire dal debito più costoso o da quello più piccolo, l’importante è creare slancio e riorganizzare le fondamenta. A questo si affianca il sopracitato fondo di emergenza, spesso considerato “denaro fermo” ma che in realtà costituisce libertà di scelta. "Non serve solo a coprire un imprevisto. Serve a comprare tempo e serenità, soprattutto nei momenti di cambiamento", evidenzia Casario.
Obiettivi chiari per il 2026: direzione, non perfezione -
“Risparmiare di più” è un desiderio. Dare un numero, una scadenza e una direzione rende quel desiderio un obiettivo. Organizzare il proprio reddito tra necessità, piacere e futuro aiuta a creare un piano sostenibile, senza rinunce eccessive che rischiano di far abbandonare tutto dopo pochi mesi. "Un piano che non prevede una quota per il presente è destinato a fallire. La costanza nasce dall’equilibrio, non dalla privazione totale", spiega Casario
Automazione: il sistema che lavora anche quando l’entusiasmo diminuisce -
L’ultimo tassello è l’automazione. Affidare la propria stabilità finanziaria alla memoria o alla forza di volontà è uno degli errori più frequenti. Costruire un sistema in cui ogni euro ha una funzione chiara fin dall’arrivo dello stipendio diminuisce in modo significativo il rischio di sprechi e decisioni impulsive. "Il risparmio non è quello che avanza a fine mese. È una scelta che fai prima. Quando il sistema è impostato, i soldi lavorano in sottofondo e tu puoi concentrarti sulla tua vita", conclude Casario. Il 2026 può essere l’anno in cui i buoni propositi non rimangono più sulla carta. Non serve partire perfetti, ma partire con consapevolezza. E spesso, è sufficiente un pomeriggio di attenzione vera per modificare la traiettoria dei dodici mesi successivi.