Anche i genitori di un giovane che, da minorenne, violentò una ragazzina di 10 anni dovranno pagare un risarcimento alla vittima. A deciderlo è stata la prima sezione civile del Tribunale di Treviso che ha ritenuto la coppia responsabile della "culpa in educando". Si tratta della mancata educazione del figlio sul tema della sessualità e che fa riferimento all'articolo 2048 del Codice civile. Genitori e figlio verseranno alla giovane, complessivamente, oltre 130mila euro.
La decisione -
A rendere noto il procedimento deciso dalla prima sezione civile del Tribunale di Treviso è il Corriere del Veneto. Secondo quanto si apprende, alla vittima e ai suoi genitori è stato riconosciuto un risarcimento complessivo di oltre 130mila euro che dovranno essere versati sia dal responsabile della violenza che dai suoi genitori. Questi ultimi, secondo il Tribunale, sarebbero responsabili della cosiddetta "culpa in educando" ovvero di non aver educato correttamente il figlio alla sessualità.
La vicenda, la condanna e i danni della vittima -
Il fatto risale al 2012 e, quattro anni dopo, l'esecutore della violenza era stato condannato in via definitiva a un anno e due mesi di reclusione. Raggiunta la maggiore età, nel 2019, la vittima e i genitori hanno chiesto il risarcimento dei danni in sede civile. Una consulenza tecnica d'ufficio ha, inoltre, accertato nella giovane la presenza di un disturbo post-traumatico da stress di grado moderato e un danno biologico permanente del 19%.
Il punto della Cassazione -
Nel 2019 la Corte di Cassazione ha sentenziato che "i genitori hanno l'onere di impartire ai figli l'educazione necessaria per non recare danni a terzi nella loro vita di relazione, nonché di vigilare sul fatto che l'educazione impartita sia adeguata al carattere e alle attitudini del minore, dovendo rispondere delle carenze educative a cui l'illecito commesso dal figlio sia riconducibile".