Un’ondata di gelo eccezionale sta attraversando gran parte dell’Europa. Temperature fino a 15°C sotto le medie stagionali e nevicate diffuse anche in grandi città.
Il raffreddamento è legato a un blocco anticiclonico sulla Groenlandia: una struttura atmosferica che agisce come una diga, rallentando le correnti atlantiche e deviando l’aria fredda artica verso latitudini più basse. L’aria gelida si è così incanalata dalla Scandinavia verso l’Europa centrale e occidentale, mentre masse d’aria più calda risalivano dal Nord Africa verso il Mediterraneo orientale.
Il freddo ha colpito anche l’Italia: nelle aree interne del Centro-Nord le minime sono scese sotto i -10°C, con punte di -17°C sulle colline toscane. Valori che non si registravano da anni.
Il gelo ha provocato gravi disagi: aeroporti chiusi, centinaia di voli cancellati, trasporti in tilt e vittime sulle strade in Francia, Regno Unito, Spagna e Paesi Bassi.
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Episodi come quello che ha investito l’Europa a inizio del nuovo anno ci stupiscono perché con il riscaldamento globale sono ormai meno frequenti e duraturi che in passato. Ed è proprio questa intermittenza a rendere i periodi di gelo intenso più rilevanti, all’interno di un progressivo aumento delle temperature globali.