Le dichiarazioni

Giorgia Meloni: "Sulla sicurezza risultati non sufficienti, nel 2026 si cambia passo"

"Continueremo a occuparci di Trentini finché la madre non riabbraccerà suo figlio", ha inoltre detto il presidente del Consiglio nel corso della conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della Stampa Parlamentare nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati

"Abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza, chiaramente gli anni di lassismo non sono facili da cancellare". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della Stampa Parlamentare nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati. Detto ciò, "i risultati per me non sono sufficienti", dunque "questo è l'anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più", ha continuato Meloni. "Sono moltissime le iniziative che abbiamo varato - ha ricordato il premier -. 30mila assunti tra le forze dell'ordine", "lo sblocco di investimenti fermi da molto tempo" sul tema, "il decreto sicurezza molto contestato dalle opposizioni che ora rivendicano sicurezza", "la lotta alla mafia con 120 latitanti catturati", "il lavoro fatto su Caivano". Tra i provvedimenti "che stiamo studiando" c'è anche quello sulle "baby gang", ha aggiunto Meloni secondo cui "alcuni di questi provvedimenti cominciano a dare risultati: nei primi 10 mesi del 2025 i reati sono calati del 3,5%".

Meloni: "Spesso le toghe rendono vano il lavoro di forze dell'ordine e Parlamento" -

 "Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura. Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell'imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l'espulsione e l'espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l'autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall'autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza", ha proseguito Meloni.

"Continueremo a occuparci di Trentini finché la madre non riabbraccerà suo figlio" -

 "Il governo si occupa della vicenda di Alberto Trentini da oltre 400 giorni, ma non è l'unico italiano detenuto in Venezuela. Stiamo mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo di occuparci di questa vicenda finché la signora Armanda potrà riabbracciare suo figlio. Ne ho parlato varie volte con la mamma di Alberto e chiaramente capisco il suo dolore e la sua difficoltà. È molto doloroso anche per me non riuscire a dare risposte nei tempi in cui vorrei darle, come immagino sappiate", ha poi affermato il premier.

"Da Rodriguez segnale di pacificazione, fiduciosa su liberazione italiani" -

 "Saluto con gioia la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l'Italia e il Venezuela", ha inoltre dichiarato Meloni.

Meloni: "Non credo in azione militare Usa in Groenlandia e non la condividerei" -

 "Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno". "L'ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stato escluso da Rubio e dallo stesso Donald Trump. Io credo che l'amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l'attenzione sull'importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza. È un'area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori stranieri". Così il premier rispondendo a una domanda sul tema.

"Ucraina, non necessario invio soldati italiani" -

 Per quanto riguarda l'Ucraina, Meloni ha detto: "Non c'è l'opzione di un intervento della forza multinazionale con l'ombrello delle Nazioni Unite sul campo oggi. Quello di cui si sta parlando oggi, e che è inserito anche nella definizione degli accordi di pace, è l'istituzione di una forza multinazionale nell'ambito della Coalizione dei Volenterosi, senza quindi l'ombrello dell'Onu, per rafforzare la difesa ucraina come strumento di garanzia di sicurezza. La ragione per la quale io non ritengo necessario l'invio dei soldati italiani in Ucraina è che il principale strumento oggi individuato per costruire solide garanzie di sicurezza per l'Ucraina è il cosiddetto 'Article 5-like', cioè un sistema di garanzie di sicurezza ispirato all'articolo 5 della Nato. Poi, l'invio dei soldati per rafforzare l'esercito ucraino può essere ed è probabilmente un di più, e infatti io non contesto le nazioni che lo vogliono fare, ma non lo considero necessario da parte dell'Italia", ha proseguito.

"Al prossimo Cdm la data del referendum" -

 "A norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla", ha continuato Meloni.

"Se ci sarà chiusura opposizioni in Parlamento, legge elettorale a maggioranza" -

 Sulla riforma della legge elettorale "ci sono interlocuzioni con le opposizioni anche se non necessariamente al mio livello. Se ne sta occupando il Parlamento" e "spero in un'interlocuzione positiva e che non ci siano chiusure pregiudiziali" ma "se c'è chiusura, deciderà il Parlamento a maggioranza", ha sottolineato.

Meloni: "Famiglie non saranno sole, Avvocatura in campo su Crans-Montana" -

 "L'Avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del Consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l'assistenza necessaria per fare sì che possano avere giustizia. Le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole", ha detto inoltre il premier a proposito della tragedia di Capodanno di Crans-Montana.

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