Dopo la fine di un amore

Relazione cerotto: che cos’è e perché non sempre aiuta

È un rapporto di transizione che dovrebbe aiutarci a dimenticare un ex, ma che difficilmente diventa duraturo nel tempo

© Istockphoto

La saggezza popolare parla di “chiodo scaccia chiodo”, ovvero invita a sostituire una relazione finita male con un nuovo rapporto che aiuti a dimenticare il precedente. Oggi le storie di questo tipo sono definite “relazioni cerotto” e, proprio come la benda che si mette su una ferita per proteggerla e aiutarla a guarire, dovrebbero aiutare a superare il dispiacere di una relazione appena interrotta. Di fatto, non sempre sono una buona soluzione: anche se possono costituire un rapporto non superficiale, difficilmente si trasformano in una relazione duratura.

UOMINI, DONNE E GLI AMORI CONSOLATORI - Le statistiche dicono che sono soprattutto le donne a rifugiarsi in un amore consolatorio, anche se di solito si tratta di un orizzonte romantico nel quale far rivivere in qualche modo la storia perduta. Gli uomini, invece, quando cercano una “relazione cerotto”, lo fanno soprattutto per senso di rivalsa e come mezzo per curare l’orgoglio ferito.  Se in giovane età il desiderio di tornare subito a mettersi in gioco e iniziare una nuova relazione può essere un fatto positivo che aiuta effettivamente a superare il dispiacere di una perdita, in età adulta non è sempre così.  Concedersi il tempo per curare le proprie ferite e analizzare le ragioni della fine di una storia è un fatto necessario per ripartire con una relazione sana.

ELABORARE UN LUTTO – La fine di una storia provoca un vero e proprio lutto e, come tale, va affrontato ed elaborato: solo in questo modo è possibile superarlo e guarire.  Si tratta di un processo necessario che segue un cammino molto personale, ma che di solito si articola in cinque fasi emotive, riconosciute e studiate dalla psicologia e dalla psichiatria. Dopo una prima reazione di negazione, con la quale si cerca di attutire lo stato di shock emotivo, segue un momento in cui il dolore si trasforma in rabbia. Si cerca poi di riprendere il controllo, ipotizzando scenari alternativi, alimentati da pensieri come: "Se solo avessi fatto qualcosa di diverso": è la fase di contrattazione. Quando ci si rende conto che la perdita è reale e irreversibile, inizia una fase di depressione: non si tratta della depressione clinica, ma di una profonda tristezza, una reazione diretta e appropriata al vuoto lasciato dalla persona cara. Alla fine, subentra l'accettazione, in cui si impara a convivere con la realtà della perdita: nel caso di rapporti amorosi l’ex-partner è dimenticato e si è pronti per una nuova storia. Durante tutte queste fasi è possibile che sorga il desiderio o l’opportunità di una nuova relazione, che può aiutare, ma anche complicare, l’elaborazione del dispiacere. La nuova relazione, proprio come un cerotto curativo, può aiutarci a superare il dispiacere portandoci ad analizzare con maggiore distacco la perdita e a vedere se stessi sotto un altro punto di vista, magari rimettendosi in discussione. 

TORNARE SUBITO AD AMARE: È SEMPRE UN FATTO POSITIVO? – Da un lato la “relazione cerotto” offre molti aspetti positivi: dà la possibilità di lenire il dispiacere e di affrontare con maggior serenità il dolore di un distacco, aiuta a recuperare l’autostima e costituisce un terreno di elaborazione emotiva in cui ritrovare se stessi come attraverso uno specchio. Dall’altro però, può ostacolare l’elaborazione della perdita e creare semplicemente un rifugio emotivo in cui sfuggire al precedente dispiacere, ripetendo probabilmente gli stessi schemi che hanno causato la fine della relazione precedente.

COME VIVERE AL MEGLIO UNA RELAZIONE CEROTTO – Se la relazione cerotto viene vissuta come un legame terapeutico del quale si è consapevoli, può aiutare a fare chiarezza su esigenze e desideri, costruendo basi più solide per un futuro legame. Un rapporto “consolatorio” non è quindi di per sé un fatto negativo, a patto di viverlo con consapevolezza e senza ferire il nuovo partner: anche se nasce dal principio che “chiodo scaccia chiodo” non è detto che una relazione cerotto non sia un rapporto profondo e, entro certi limiti, anche duraturo. Ricordiamo però che, come accade con un vero cerotto, arriva il momento in cui è necessario toglierlo perché ha ormai esaurito la sua funzione: se la relazione è volutamente e dichiaratamente temporanea, è bene staccarsene prima che si trasformi in un rifugio emotivo e in un alibi al quale ricorriamo ad esempio per il timore di trovarci nuovamente single. Quando il rapporto ha raggiunto il suo scopo dobbiamo avere la forza di distaccarcene senza perderci in esso e senza restarvi aggrappati indefinitamente. A meno che, nel frattempo, non ci siamo resi conto che il nuovo partner è infinitamente migliore di quello vecchio e, con equilibrio e consapevolezza, comprendiamo che la nuova relazione è quello che davvero desideriamo.