E' emergenza in sette Stati americani per l'ondata di maltempo che ha investito la costa est ed il suo entroterra: violente bufere di neve hanno messo in ginocchio i trasporti in diverse regioni e sette amministrazioni hanno proclamato lo stato di emergenza. Situazione difficile nella capitale Washington dove, nella notte, le precipitazioni sono continuate e, stando alle prime notizie, si sarebbe raggiunto il mezzo metro di neve.
A fare spese delle forti nevicate era stato addirittura il presidente George W. Bush, costretto ad anticipare il rientro dalla residenza invernale di Camp David, sulle montagne di Catoctin, nel Maryland. Bush era dovuto ritornare in auto, l'eliporto a disposizione della Casa Bianca essendo inagibile: il suo corteo motorizzato, composto da diversi fuoristrada, era preceduto da uno spazzaneve. Il viaggio era comunque durato ben due ore e mezza, rispetto alla mezz'ora scarsa che normalmente richiede il trasferimento per via aerea.
E anche il sindaco della capitale Usa, Anthony Williams, ha avuto i suoi problemi: in vacanza al sole di Puerto Rico, è rientrato precipitosamente per gestire la crisi, ma ha fatto appena in tempo. Non potendo atterrare negli aeroporti della zona, chiusi per le tempeste di neve, è dovuto passare per quello di Newark, nel New Jersey. "Il nostro è stato uno degli ultimi aerei a poter scendere sulla pista", ha raccontato Williams, "e poi per terminare il viaggio siamo stati obbligati a prendere il treno".
In tutta l'area colpita la popolazione è stata invitata a restarsene a casa, e le arterie principali sono state vietate ai veicoli non essenziali. "Coloro che si sentono sicuri ad avventurarsi fuori possono benissimo ritrovarsi bloccati per strada", ha ammonito Ruth Ann Minner, governatrice del Delaware. "Sollecito e ordino con forza a chi si trova attualmente nel territorio del nostro Stato a rimanere dove si trova".
E per oggi poche speranze: neve in arrivo per tutta la giornata.