"Gli Stati uniti hanno assolutamente bisogno della Groenlandia per motivi di difesa, è circondata da navi russe e cinesi". All'indomani dell'operazione che ha portato in manette New York il presidente venezuelano Nicolas Maduro, è lo stesso Donald Trump a voltare subito pagina e puntare il suo nuovo obiettivo. Una possibilità a cui, forse non a caso, aveva accennato in un controverso post su X la moglie di uno dei più stretti collaboratori del presidente americano.
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La risposta della Danimarca: "Assurdo" -
Alle allusioni di Trump ha risposto direttamente la premier danese Mette Frederiksen, esortando gli Stati Uniti a "porre fine alle minacce contro un alleato storico". La leader del governo ha poi aggiunto: "Devo chiarire questo punto agli Stati Uniti: è assolutamente assurdo affermare che gli Usa dovrebbero prendere il controllo della Groenlandia".
Il post della discordia -
"Presto". È bastata una parola, e in allegato la sagoma della Groenlandia, per mandare un messaggio limpido. Anche perché l'isola artica compare completamente colorata a stelle e strisce. Mentre dalla Casa Bianca si stanno spendendo da ore per allontanare gli spettri imperialisti dopo l'attacco in Venezuela, la podcaster Katie Miller ha gettato benzina sul fuoco alimentando le velleità americane sul territorio del Regno di Danimarca. E il fatto che la 34enne sia legata a Stephen Miller, uno dei principali consiglieri di Trump in merito alla sicurezza nazionale, non può che peggiorare le cose.
La preoccupazione in Groenlandia -
Sono mesi, anzi ormai quasi un anno, che il presidente americano parla apertamente della Groenlandia come un territorio di grande interesse per Washington. L'isola si è sempre negata ai corteggiamenti americani ma ora che Trump ha dimostrato di non farsi scrupoli a bombardare un Paese sovrano per raggiungere i suoi fini, anche il territorio danese inizia a tremare. "Il mondo è un posto pericoloso", si legge in un editoriale del giornale danese Berlingske in cui si invita apertamente Copenaghen e gli abitanti dell'isola ad abbandonare il sogno di una Groenlandia indipendente.
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La prima mossa silenziosa di Trump -
Due settimane fa Donald Trump aveva nominato un inviato speciale per la Groenlandia, l'ex governatore della Louisiana Jeff Landry. Il presidente americano aveva poi ribadito che "gli Usa hanno bisogno della Groenlandia" e che l'isola è "essenziale per la sicurezza nazionale". A Capodanno, la premier danese Mette Frederiksen aveva risposto a distanza sottolineando come Copenaghen abbia scelto di rafforzare la sua presenza militare nell'Artico. Ma è difficile che possa essere un deterrente per le armi americane.