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La commedia nera "Parasite" al cinema dopo la Palma d'oro a Cannes

Dal 7 novembre l'atteso film del sudcoreano Bong Joon-Ho

Ufficio stampa

Dopo la sbornia mediatica di "Joker" (selfie sulle scalinate di New York, comprese), arriva nei cinema dal 7 novembre un altro film molto atteso. È "Parasite" di Bong Joon-ho che ha stregato la giuria all'ultimo Festival di Cannes portando a casa la Palma d’Oro (la prima per un regista sudcoreano) e ora è in corsa all'Oscar per il miglior film straniero. Tgcom24 vi offre una clip esclusiva della pellicola che racconta di una lotta di classe tragicomica, che sfugge a qualsiasi caratterizzazione di genere, sospeso tra commedia e dramma familiare.

"È la rappresentazione di gente comune precipitata in un caos inevitabile, una commedia senza clown, una tragedia senza cattivi”, scrive nelle note di regia il regista del film. “Non erano parassiti dall’inizio. Sono i nostri vicini, amici e colleghi, che sono stati semplicemente spinti al limite”.

Ki-woo vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada. La presenza dei genitori, Ki-taek e Chung-sook, e della sorella Ki-jung rende le condizioni abitative difficoltose, ma l'affetto familiare li unisce nonostante tutto. Insieme si prodigano in lavoretti umili per sbarcare il lunario. La svolta arriva con un amico di Ki-woo, che offre al ragazzo l'opportunità di sostituirlo come insegnante d'inglese per la figlia di una famiglia ricca: il lavoro è ben pagato, e la villa del signor Park è un capolavoro architettonico. Ki-woo ne è talmente entusiasta che, parlando con la signora Park dei disegni del figlio più piccolo, intravede un'opportunità da cogliere al volo, creando un'identità segreta per la sorella Ki-jung come insegnante di educazione artistica e insinuandosi ancor più in profondità nella vita degli ignari sconosciuti.

"L'ispirazione mi è arrivata con questa domanda: cosa accadrebbe se due famiglie - una ricca e una povera, che occupano quartieri molto diversi - si incontrassero? Cosa accadrebbe poi se quei due mondi dovessero alla fine scontrarsi?" aveva spiegato il regista a Cannes.

Dopo essersi imposto a livello mondiale con il capolavoro "The Host" (2006), Bong Joon-Ho ha lavorato nell’ultimo decennio a film internazionali in lingua inglese come "Snowpiercer" (con Chris Evans) e "Okja" (per Netflix). Ora è tornato in patria per raccontare questa storia di lotta di classe imprevedibile con un mix di umorismo nero, denuncia sociale, satira e suspense.

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