A "Quarto Grado"

Strage di Crans Montana, un testimone: "Abbiamo tirato fuori una persona ma il fumo era troppo forte"

“Estintori non ci è sembrato di vederli”, le parole di alcuni ragazzi a “Quarto Grado”

© Da video

“In quel momento non ero l'unico a cercare di aiutare. C'erano altre due persone con me che stavano con delle persone non coscienti. Sono entrato insieme al vigile del fuoco e abbiamo tirato fuori un’altra persona. Però il fumo era troppo forte e non siamo riusciti a rimanere per tanto tempo". Sono le parole di Lorenzo, uno dei giovani che ha assistito alla strage di Capodanno nel locale Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, quando un incendio e poi un’esplosione hanno causato la morte di almeno 47 persone e provocato centinaia di feriti. Le vittime sono per lo più giovanissimi, perché tra i frequentatori della discoteca c’erano anche 16enni.

"In quegli attimi di concitazione e panico, il giovane racconta a "Quarto Grado" di aver sentito l’urgenza di rendersi utile: “Ho pensato a come poter aiutare quelle persone svenute per terra. Stavano all'uscita della porta, gli bastava un passo ed erano fuori - racconta -. C'era fumo, fiamme... moltissimo fumo, non si respirava. Più di cinque secondi lì e ho tossito per ore”. “Abbiamo tirato fuori quelle due persone insieme agli altri ragazzi - ricorda -, poi sono arrivati più pompieri e non c'era più bisogno che una persona non adatta aiutasse”.

Un gruppo di giovani diretto al locale dopo l'esplosione è riuscito a scampare il peggio: "È stata una questione proprio di minuti perché noi siamo arrivati neanche cinque minuti dopo l'esplosione", raccontano a "Quarto Grado". Arrivati davanti al Constellation hanno "trovato gente che piangeva sulla strada". "È stata una scena abbastanza raccapricciante perché qua nella piazza c'erano persone per terra con ustioni di terzo grado anche a livello molto importante - ricorda uno di loro -, alcune senza vestiti, alcuni con parti mancanti del volto o con la pelle completamente bruciata e vestiti attaccati alla pelle per colpa delle scottature”.

Il gruppo aveva visitato il locale esploso di Crans-Montana proprio qualche giorno prima della strage e ricorda di aver notato addetti alla sicurezza ma di non aver fatto caso alla presenza di estintori: “In Italia ne troviamo molti - dice uno dei ragazzi -, qui sicuramente molti meno. Non ci è sembrato di vederli”. I giovani hanno poi spiegato che nella discoteca era presente una sola uscita e che la sala principale si trovava nel seminterrato. Inoltre, il locale era solitamente frequentato da una sessantina di giovani ogni sera, secondo i testimoni intervistati. “Ieri sera, dai numeri che ho visto, perché poi non siamo arrivati dopo e non siamo entrati durante la festa, il numero di persone era superiore sicuramente al centinaio”, dicono, sostenendo che saranno state “anche duecento persone”.