Tre giovani, una ragazza trentenne e due sedicenni, sono arrivati giovedì nel tardo pomeriggio al Centro Ustioni dell'Ospedale Niguarda di Milano a seguito della tragedia avvenuta a Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera.
Ecco come stanno i tre italiani -
"Uno dei ragazzi arrivati al Niguarda ha ustioni più profonde ed estese, mentre per gli altri due sono più superficiali e meno estese. - ha dichiarato Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore Centro Ustioni dell'Ospedale Niguarda di Milano - Abbiamo avuto la garanzia da parte dei colleghi del pronto soccorso che non hanno subito dei traumi per lo scoppio. Una mano di una ragazza è già stata operata per far sì che arrivasse più sangue alle estremità e sono attualmente ricoverati in parte in terapia intensiva, in parte al centro ustioni, ma mantengono ovviamente l'intubazione che è stata fatta all'inizio per stabilizzarli durante il volo in elicottero".
"Domani (venerdì 2 gennaio ndr) vedremo, magari per il meno profondo e meno complesso di togliere il tubo, per gli altri due ho l'impressione che ci vorrà qualche giorno in più. Siamo in attesa di sapere se ci saranno altri pazienti che arriveranno a Niguarda che in questo momento ha la disponibilità di 16-19 postazioni per i pazienti ustionati, pronti ovviamente ad accoglierli con, tra l'altro l'equipe di ustionologi e di terapisti intensivi in grado di gestire la problematica", ha concluso il medico.
"Sono arrivati in elicottero uno dopo l'altro nell'arco di venti-trenta minuti, e sono già stati ricoverati, i tre feriti di Crans-Montana trasferiti all'ospedale Niguarda di Milano". Lo ha reso noto Filippo Galbiati, direttore Medicina d'urgenza e Pronto Soccorso del nosocomio, che si è preparato all'emergenza, attivando l'unità di crisi con la Direzione sanitaria e la Direzione generale.
"Abbiamo messo a disposizione diversi posti letti in Terapia intensiva e di Centri grandi ustioni - ha spiegato Galbiati - e abbiamo recuperato personale aggiuntivo, che si è presentato in Pronto Soccorso e nei reparti per accogliere i feriti. La valutazione iniziale dei tre pazienti è avvenuta nella shock room di Pronto Soccorso, perché era importante identificare subito il livello di gravità delle ustioni e degli eventuali traumi. La valutazione è stata in urgenza, con delle equipe dedicate, per tutti e tre i pazienti. E' stato attivato anche un team di psicologi, conclude Galbiati, per il supporto alle famiglie che stanno arrivando in ospedale".