Carlo Ancelotti sarà ancora l'allenatore del Milan fino al 30 giugno 2005. L'annuncio ufficiale è stato dato a Milanello dall'amministratore delegato della società rossonera Adriano Galliani: "Il contratto - ha detto - è stato allungato nei tempi e abbassato nelle cifre. Credo sia quello che debbano fare tutte le società per risollevare le sorti del calcio". Per Galliani, il prolungamento del contratto al tecnico è "un attestato di stima".
Il dirigente milanista ha voluto dare un segnale importante proprio in un momento delicato della stagione: "Con Carlo vivremo, come abbiamo già fatto, gioie e dolori. Non sempre nel calcio è possibile vincere. Le cose stanno andando bene, siamo secondi in campionato, primi in Champions League e in semifinale in coppa Italia. Oggi non siamo in difficoltà. Ma se questo dovesse capitare in futuro supereremo quei momenti con Ancelotti".
Lo stesso Ancelotti si è detto felice del prolungamento: "Non sono più tranquillo, sono contento. La volontà di prolungare il rapporto c'era da parte di entrambi. Ci abbiamo messo 30 secondi, come sempre del resto, perchè l'intesa è massima. Spero di restare qui a lungo. Un contratto significa stima e fiducia, ma sinceramente non c'era bisogno del contratto, perchè ho sempre riscontrato queste dimostrazioni nei miei confronti. Sono felice anche perchè credo che questo sia il posto migliore per lavorare".
Poi due parole sul match di domenica sera con la Lazio. Qualche indicazione ma anche molta pretattica: "Non so se la squadra sarà ad una o due punte, lo deciderò solo domenica mattina. Rui Costa sta bene e venerdì non si è allenato solo perchè era un pò stanco. Per domenica confido nella voglia di riscatto dei giocatori, questo sarebbe già sufficiente. Nesta giocherà meglio dell'andata per due motivi. Il primo è legato agli affetti. Ha già incontrato la sua ex squadra ed è abituato. Il secondo è legato alla sua condizione fisica, che è davvero buona".
Sintentico anche in merito ai problemi vissuti dalla squadra in settimana dopo lo stop di Perugia: "Non occorre arrabbiarsi troppo e per forza, con i giocatori, se non si vince. Ho a che fare con persone serie, preparate, determinate e responsabili. Qualcuno, forse, vorrebbe un mio atteggiamento diverso, ma non è nel mio stile, anche perchè non credo possa servire. Di certo abbiamo analizzato i problemi che più volte sono stati detti in settimana. Vogliamo mettere fine ad un periodo non brillantissimo con una bella partita".