
Ucraina, Trump sente Putin e vede Zelensky: "Incontro fantastico" | Kiev: necessarie le truppe straniere | Resta il nodo Donbass
Il leader della Casa Bianca dopo la visita del presidente ucraino: "Abbiamo fatto molti progressi" verso la fine della guerra. "Forse un accordo in due settimane". Mosca: "Droni di Kiev su una residenza di Putin, pronta rappresaglia". Zelensky: "Una bugia, Mosca mina la pace"

Trump prova a lanciare il rush finale per la pace in Ucraina. Sente Putin per più di un'ora e incontra Zelensky a Mar-a-Lago. Poi si dice ottimista: "Telefonata costruttiva, incontro fantastico. Entrambi vogliono un accordo. Siamo molto vicini. Se le cose vanno bene - aggiunge - potrebbero volerci un paio di settimane" per la fine della guerra. Con il presidente ucraino "abbiamo avuto un incontro fantastico" e "penso che siamo molto, molto vicini a una soluzione". Il leader della Casa Bianca ammette però che rimangono "una o due questioni spinose" da risolvere. Innanzitutto quella riguardante la regione orientale ucraina del Donbass, "certamente, uno dei problemi più grossi", dice Trump, dopo che il Cremlino ha dichiarato che per "la fine definitiva del conflitto serve una decisione politica coraggiosa e responsabile da parte di Kiev", mentre Zelensky ribadisce di voler indire un referendum su un'eventuale cessione di una "terra che non appartiene a una sola persona". E aggiunge: necessarie le truppe straniere in Ucraina.
Zelensky: truppe straniere parte necessaria delle garanzie -
Il presidente dell'Ucraina ha infatti dichiarato di considerare la presenza di milizie straniere nel suo Paese una parte necessaria delle garanzie di sicurezza per Kiev, nell'ambito di qualsiasi accordo per porre fine alla guerra con la Russia. "Credo che la presenza di truppe internazionali sia una vera garanzia di sicurezza - ha detto ai giornalisti -, un rafforzamento delle garanzie di sicurezza che i nostri partner ci stanno già offrendo".
Positiva la videoconferenza con i leader europei, con i quali "abbiamo avuto un'eccellente conversazione". Nel corso della telefonata, alla presenza anche del premier Giorgia Meloni, si è convenuto che spetti alla Russia dare prova di senso di responsabilità e apertura al negoziato, mostrando una reale volontà di giungere alla cessazione delle ostilità.
Prima dell'incontro con Zelensky "ho avuto una telefonata costruttiva con Vladimir Putin", ha detto Donald Trump sul suo social Truth. Gli ha risposto su X l'inviato del Cremlino negli Usa Kirill Dmitriev confermando che la telefonata tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin è stata "buona e molto produttiva". Secondo le agenzie di stampa russe "i presidenti di Russia e Stati Uniti condividono sostanzialmente lo stesso punto di vista sul fatto che la proposta di cessate il fuoco temporaneo avanzata dagli ucraini e dagli europei con il pretesto di prepararsi al referendum o con altre scuse non fa altro che prolungare il conflitto e rischia di portare a una ripresa delle ostilità".
Ricevendo Zelensky a Mar-a-Lago, Donald Trump ha assicurato che l'Ucraina avrà "forti" garanzie di sicurezza in caso di un piano di pace e coinvolgeranno l'Europa. "Non ho una scadenza per porre fine alla guerra", ha aggiunto, per concludere il suo benvenuto a Zelensky con una previsione: "Penso che siamo nella fase finale dei colloqui, e vedremo. Altrimenti andrà avanti per molto tempo. O finirà o andrà avanti per molto tempo".
I contatti tra Trump e Putin e il nodo della tregua -
Il presidente americano ha definito “molto costruttiva” la telefonata con Vladimir Putin che ha preceduto l’incontro con Zelensky. Secondo quanto riferito dal Cremlino, Washington e Mosca avrebbero concordato sul fatto che una tregua rischierebbe di prolungare le ostilità. Trump ha spiegato di comprendere la posizione del leader russo su questo punto, sottolineando che il tema resta oggetto di lavoro nel quadro del negoziato più ampio. Per il presidente degli Stati Uniti, Putin sarebbe “molto serio” nel volere la pace e determinato a portare avanti il confronto diplomatico.
Il Donbass e le divergenze ancora aperte -
Tra i dossier più complessi resta quello del Donbass. Zelensky ha ribadito che su questo punto permangono posizioni diverse con la Russia. “Non direi che c’è accordo”, ha spiegato il presidente ucraino, pur riconoscendo segnali di avvicinamento. Trump ha confermato che si tratta di “una questione difficile”, aggiungendo che le parti si stanno comunque muovendo “nella giusta direzione”. Alla domanda su un’eventuale intesa che preveda il Donbass come zona di libero scambio, il presidente americano ha precisato che non esiste ancora un accordo definitivo.
Zelensky: "L'85% della popolazione ucraina è contrario al ritiro dal Donbass" -
Gli ucraini sono stanchi della guerra, ma vogliono una pace giusta, ha poi dichiarato il presidente ucraino in un'anticipazione dell'intervista rilasciata a Fox News, sottolineando che l'85% dei cittadini ucraini è contrario al ritiro delle Forze Armate ucraine dal Donbass. "La gente vuole la pace. Oggi Trump ha detto di aver visto i dati dei sondaggi, secondo cui l'85% o addirittura l'87% desidera la pace, e lo hanno detto", ha osservato Zelensky, aggiungendo che "l'87% sostiene la pace" ma "allo stesso tempo, l'85% è contrario al ritiro dal Donbass. Ciò significa che tutti vogliono la pace, ma una pace giusta", ha sottolineato il presidente ucraino.
Zaporizhzhia e il ruolo della Russia -
Altro tema affrontato nei colloqui è quello della centrale nucleare di Zaporizhzhia. Trump ha riferito di averne discusso con Putin, spiegando che il leader del Cremlino starebbe lavorando con l’Ucraina per consentirne l’apertura. “E’ bravo in questo senso”, ha osservato il presidente americano, sottolineando l’importanza strategica dell’impianto nel contesto della sicurezza regionale e delle infrastrutture energetiche.
Il coinvolgimento dell’Europa e le garanzie di sicurezza -
Durante l’incontro con Zelensky, Trump si è collegato anche con i leader europei. Secondo il presidente americano, l’Europa avrà un ruolo nelle future garanzie di sicurezza per Kiev. “Ci sarà un’intesa sulla sicurezza. Sarà un accordo solido. Le nazioni europee sono coinvolte in questo”, ha affermato, senza entrare nei dettagli. Ai partner europei sono stati illustrati i progressi del negoziato e le questioni ancora aperte. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha richiamato l’importanza della coesione tra alleati, mentre la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha parlato di “progressi significativi” e della necessità di garanzie di sicurezza “incrollabili fin dal primo giorno”.
L’incontro con Zelensky e le aperture di Kiev -
Per Zelensky, la visita a Mar-a-Lago ha rappresentato un passaggio cruciale. Il leader ucraino si è mostrato sereno al fianco di Trump, che lo ha definito “coraggioso”. Durante il colloquio, Zelensky ha aperto alla possibilità di un referendum sul piano di pace e non ha escluso concessioni territoriali, a condizione che siano garantite adeguate condizioni di sicurezza. Il presidente ucraino si è inoltre detto disponibile, in caso di accordo, a indire le prime elezioni dal 2019, richiesta avanzata da Mosca e sostenuta da Trump.
I prossimi passi del negoziato -
Trump non ha escluso un futuro viaggio in Ucraina o un intervento diretto al parlamento di Kiev per presentare il piano di pace. Resta da capire se il piano in 20 punti elaborato da Kiev e Washington otterrà il via libera definitivo di Mosca. Nonostante i dubbi legati alla prosecuzione degli attacchi sul territorio ucraino, il presidente americano ha ribadito che le parti sono entrate “nelle fasi finali dei colloqui”, avvertendo che l’esito sarà decisivo per stabilire se la guerra potrà davvero concludersi o se è destinata a protrarsi nel tempo.
© Withub
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Mosca: due gruppi di lavoro Usa-Russia per la fine della guerra -
"Nel corso della conversazione odierna, il presidente russo ha accettato la proposta della parte americana di continuare a lavorare alla risoluzione della crisi ucraina nell'ambito di due gruppi di lavoro appositamente creati". Lo ha affermato l'assistente del presidente russo Yuri Ushakov, stando alle agenzie russe. Uno di questi gruppi si occuperà di "vari aspetti della sicurezza" mentre l'altro si concentrerà sulle "questioni di natura economica". Maggiori informazioni su questi gruppi verranno diffusi "all'inizio di gennaio".
Cremlino: non in agenda una telefonata tra Putin e Zelensky -
Una telefonata tra il presidente russo Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky è attualmente fuori dall'agenda. Lo ha dichiarato ai giornalisti Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino. "Una conversazione del genere non è attualmente in considerazione", ha detto, rispondendo a una domanda sulla questione. Lo riporta Tass.
Mosca: "Kiev prenda una decisione coraggiosa sul Donbass" -
La fine delle ostilità in Ucraina è possibile se Kiev prenderà una decisione coraggiosa sul Donbass, in linea con gli accordi russo-americani. Lo ha sottolineato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov durante un briefing a seguito di un colloquio tra i leader russo e americano Vladimir Putin e Donald Trump. Lo riporta la Tass. "Per porre fine definitivamente (alle ostilità), Kiev deve, prima di tutto, prendere una decisione politica coraggiosa e responsabile, in linea con il lavoro svolto attraverso il canale russo-americano", ha affermato.
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La guerra non si ferma, Kiev sotto attacco -
Parallelamente la Russia ha sferrato un massiccio attacco contro la città e la regione di Kiev, che ha portato ad almeno due vittime e a 32 feriti, tra cui due bambini. I raid dimostrano che Vladimir Putin "non vuole porre fine alla guerra", ha avvertito Zelensky, che ha poi sottolineato la necessità di sostenere Kiev e aumentare la pressione su Mosca. La Polonia ha fatto decollare i suoi jet e ha chiuso temporaneamente due aeroporti in risposta agli attacchi del Cremlino. Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato i raid in Ucraina, che dimostrano la "determinazione della Russia a prolungare la guerra".
Mosca: "Droni di Kiev su una residenza di Putin" -
Le forze di Kiev hanno tentato un attacco con droni sulla residenza presidenziale russa nella regione di Novgorod. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sottolineando che Mosca ha già stabilito "i tempi e gli obiettivi per la rappresaglia". "Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre 2025, il regime di Kiev ha lanciato un attacco terroristico utilizzando 91 droni a lungo raggio contro la residenza presidenziale russa nella regione di Novgorod", ha dichiarato Lavrov, citato da Interfax. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha respinto le notizie definendole "altre bugie".