I capi degli ispettori dell'Onu faranno di nuovo rapporto al Consiglio di Sicurezza il primo marzo: lo ha annunciato il segretario di Stato americano Colin Powell, al termine di un consulto a porte chiuse. Intervistato dalla Cnn Powell ha dato la scadenza per una nuova soluzione della crisi irachena: "Parliamo ancora di settimane" e ha concluso: "C'è ancora una possibilità per la pace".
E' questa la conclusione della lunga giornata di colloqui al Palazzo di Vetro dell'Onu, dove i capi degli ispettori Hans Blix e El Baradei hanno riferito sulle ispezioni compiute in Iraq dopo 11 settimane di lavoro e conclusesi senza aver trovato prove di armi di distruzioni di massa.
Il segretario di Stato americano Colin Powell si è detto compiaciuto dei progressi riportati dai rapporti dei capi degli ispettori, riguardo i progressi fatti dall'Iraq, ma ha detto: "La risoluzione 1441 non riguarda le ispezioni, ma il disarmo. Dobbiamo continuare a fare pressioni su Saddam anche con l'uso delle armi per ottenere il disarmo dell'Iraq".
Powell aveva assistito ai due discorsi dei capi degli ispettori con grande attenzione e consultandosi spesso con il proprio entourage. Nel momento in cui Blix ha dichiarato che non sono state trovate prove di armi di distruzioni di massa ha avuto un guizzo nello sguardo, quasi un moto di rabbia, subito frenato.
Per lui, le conclusioni delle ispezioni sono opposte a quelle guidate da Hans Blix e da Mohammed El Baradei: cioè, Baghdad non coopera con gli ispettori dell'Onu, e perciò viola la risoluzione 1441 sul disarmo. E gli osservatori non hanno ancora libertà di accesso in Iraq. Quindi, Powell, opponendosi a un aumento del numero di ispezioni e di ispettori, si è schierato per misure urgenti e ritiene che la minaccia dell'uso della forza deve restare, anche se come "ultima risorsa". "In un futuro molto vicino" ha concluso il Segretario di Stato, il Consiglio di Sicurezza dovrà decidere se fare scattare le "serie conseguenze" previste dalla risoluzione 1441, se l'Iraq non disarma.
Dopo il segretario di Stato è intervenuto il presidente americano George W. Bush. Parlando dall'Fbi, Bush ha dichiarato che Saddam Hussein è una minaccia e sarà disarmato "in un modo o nell'altro", con le buone o con le cattive. Il presidente si è detto ancora fiducioso che, nella guerra contro il terrorismo, gli Stati Uniti vinceranno: "E' solo questione di tempo, ma porteremo i colpevoli davanti alla giustizia". "Faremo fronte con successo alle sfide che abbiamo davanti - ha concluso - e porteremo libertà al popolo iracheno".