La fortuna è cieca, ma le leggende dicono che è possibile catturarla e farsela amica, almeno un po’. In molti luoghi del nostro Paese si sono sedimentati riti e gesti che servono proprio a questo: forse non è così vero, ma è bello crederci almeno un po’. Ecco allora una panoramica di luoghi in cui recarsi per tentare di catturare la fortuna all’inizio del Nuovo Anno: si tratta in ogni caso di monumenti e di luoghi bellissimi che è bello conoscere e ai quali vale la pena dedicare una visita o una gita fuori porta.
BERGAMO: QUESTIONE DI ... STEMMI - La Cappella Colleoni, un bellissimo edificio rinascimentale situato in Piazza Duomo a Bergamo Alta, conserva sulla cancellata esterna uno stemma che raffigura tre testicoli stilizzati in ottone. Anche il nome della famiglia simboleggiata dallo stemma e a cui è intitolata la cappella, deriverebbe proprio dal nome popolare con cui sono denominati questi organi maschili. Secondo la tradizione, toccarli porta molta fortuna.
TORINO E CRISTOFORO COLOMBO - In Piazza Castello a Torino, sotto i portici della Prefettura, spicca un medaglione che ritrae Cristoforo Colombo. La credenza popolare vuole che si debba toccare il mignolo sporgente dell’altorilievo per trovare la giusta rotta verso la propria fortuna. Sono in molti a tentare questa via, a cominciare dagli studenti alla vigilia di un esame, tanto che il dito fatidico appare molto più lucido rispetto al resto dell’opera ed è stato addirittura necessario sostituirlo con una copia.
MILANO E GLI ATTRIBUTI DEL TORO - In Galleria Vittorio Emanuele II a Milano si trova uno dei luoghi portafortuna più famosi d’Italia: all'Ottagono, ossia sotto la cupola centrale, nella pavimentazione si trova un mosaico che raffigura un toro rampante con gli attributi in bella vista. Per avere fortuna bisogna calpestare i suoi testicoli con il piede destro e, secondo alcuni, fare tre giravolte su se stessi.
TREVISO E LA FONTANA DELLE TETTE - Nel grazioso giardino presso Palazzo Zignoli, c'è una curiosa fontana ornata dl un busto di donna dai cui seni zampilla acqua. L'inusuale scultura fu fatta costruire dal Podestà Alvise da Ponte nel 1559 e la storia riferisce che in particolati occasione festive i seni spillavano vino bianco e rosso che tutti potevano bere gratuitamente. Oggi la fontana originale, molto danneggiata, si trova protetta da una teca sotto il portico del palazzo dei Trecento, mentre nella posizione originaria, nel cortile di palazzo Zignoli, è posizionata una copia. Per avere fortuna si raccomanda di accarezzare entrambi i seni.
RAVENNA E IL CAVALIERE PORTATORE DI AMORE - Il prode cavaliere Guidarello Guidarelli riposa per sempre nella Loggetta Lombardesca di Ravenna: il suo aspetto è così gentile, le sue fattezze così romantiche che ancora oggi le promesse spose baciano le labbra di marmo della sua pietra tombale con la convinzione di veder propiziato il loro amore.
FIRENZE E IL PORCELLINO-CINGHIALE – Ecco un altro luogo molto celebre e molto frequentato da chi ha la speranza di propiziare la fortuna: la Fontana del Porcellino è situata al margine della Loggia del Mercato Nuovo. L'animale ritratto è in realtà un cinghiale, copia in bronzo di una statua ellenistica, realizzata nel Seicento e donata dal Papa Pio IV a Cosimo de’ Medici, il cui originale si trova oggi agli Uffizi. Da secoli a Firenze c’è l’usanza di accarezzare il muso dell’animale per assicurarsi fortuna e prosperità: meglio ancora è infilare una moneta in bocca all’animale e vederla cadere nella grata in cui passa l’acqua.
ROMA, LA FONTANA DI TREVI - È il luogo portafortuna più famoso del mondo, il cui rito propiziatorio è conosciuto ovunque. Per agguantare la fortuna, però, bisogna seguire alcune regole precise: occorre voltare le spalle alla fontana, chiudere gli occhi, lanciare una moneta con la mano destra verso il lato sinistro. Tra le soluzioni più divertenti che si sono viste ultimamente, c’è quella di una turista la quale, invece di lanciare la monetina, ha strisciato nell’acqua la sua carta di credito.
NAPOLI E IL CIMITERO DELLE FONTANELLE - Napoli, lo sanno tutti, ha la fama di città magica. Qui si trova l'ossario più grande d’Europa, presso il cimitero delle Fontanelle. In questo luogo macabro sono custodite le ossa delle vittime della peste del 1652 e del colera del 1836: si dice però che i resti di queste persone, morte così tragicamente, siano capaci di fare miracoli, a patto di entrare nell’ossario tenendo stretto in mano un cornetto rosso e toccare il teschio di Donna Concetta, detta anche “il teschio che suda”. Se il teschio si bagna, infatti, significa che la fortuna richiesta sarà assicurata.
IL PUMI PUGLIESE - Il Pumi, ossia il pomo, è un elemento molto rappresentato nell'artigianato pugliese e di solito è realizzato in terracotta variamente decorata. La sua forma richiama quella di un bocciolo racchiuso tra quattro foglie di acanto, oppure una pigna, o un melograno. È simbolo di prosperità e di fecondità, ma anche di castità, immortalità e resurrezione. Tiene lontana la cattiva sorte, per questo è spesso presente nelle case come soprammobile o esposto sui balconi.
CATANIA E L'ELEFANTINO - Il nome di questo piccolo elefante, oggi simbolo della città, in dialetto è u' Liotru e, anche se non se ne conosce la storia precisa, si sa con certezza che il suo ruolo è quello di portafortuna. È infatti realizzato in basalto lavico e ha il compito di proteggere la città dalle eruzioni dell'Etna. Se ci rechiamo a Catania, una visita è d'obbligo, per assicurarci protezione e buona sorte per tutto l'anno.