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Pisanu: "Stadi italiani violenti"

Il governo affronta l'allarme ultrà

La violenza che si manifesta negli stadi italiani non lascia insensibile il governo. "Gli incidenti negli stadi crescono in misura allarmante e destano viva preoccupazione" ha dichiarato il ministro dell'Interno Beppe Pisanu. Pisanu ha spiegato che, rispetto all'anno passato, a questo punto della stagione il numero delle partite con feriti è quasi raddoppiato mentre i feriti tra le Forze di Polizia sono più che triplicati.

Il confronto delle prime venti giornate del campionato di calcio nelle sue varie serie, con l'analogo periodo dello scorso anno operato dal dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell'Interno è infatti sconfortante: +91% il numero degli incontri dove si sono registrati feriti, addirittura +629% gli incidenti che hanno richiesto l'uso di lacrimogeni, +201% il totale delle persone ferite, +118% i denunciati mentre il numero degli arrestati è curiosamente uguale a quello dello scorso anno: 122. E se i tifosi feriti sono passati da 87 a 214 (+146%) gli agenti delle forze dell'ordine costretti a ricorrere alle cure mediche sono cresciuti in maniera ben piu' preponderante: da 171 a 562, con un aumento del 228%. In aumento anche i danni causati dai tifosi in trasferta. Alle Ferrovie, ad esempio, le prime 20 giornate di campionato sono già costate 449.250 euro contro i 113.620 euro spesi per l'intero campionato dello scorso anno. Discorso analogo per le infrastrutture sulle autostrade. La società Autogrill ha sborsato finora 32.890 euro rispetto ai 15.080 euro dell'anno passato.

"Gli incidenti negli stadi crescono in misura allarmante e destano viva preoccupazione - prosegue Pisanu analizzando l'ultimo rapporto del Viminale sugli incidenti sugli spalti durante le partite di calcio - I dati complessivi sulle prime venti giornate di campionato ci dicono infatti che, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il numero delle partite con persone ferite è quasi raddoppiato, mentre i feriti tra le Forze di Polizia sono più che triplicati; gli incidenti che hanno reso necessario l'uso dei lacrimogeni sono passati da 7 a 51; le denunzie in stato di libertà sono più che raddoppiate. E tutto ciò nonostante il sensibile incremento dell'attività delle Forze dell'Ordine".

"Le analisi del ministero dell'Interno - spiega il Ministro - individuano tra le altre, le seguenti cause: le carenze strutturali di numerosi impianti sportivi: solo il 43% risultano pienamente agibili; una ingiustificabile conflittualità nel mondo dello sport; la crescente ostilità delle tifoserie verso le Forze dell'Ordine; l'infiltrazione nelle 'curve' di agitatori ed estremisti politici; la minore efficacia degli interventi di contrasto a causa della mancata approvazione parlamentare della norma che consentiva il cosiddetto 'arresto differito'. Osservo che durante il breve periodo di vigenza di quella disposizione, sono assai diminuiti gli episodi di violenza (-27%) e i feriti tra le Forze dell'Ordine (-62%), mentre è nettamente aumentato il numero delle persone arrestate (+213%). Auspico perciò la reintroduzione di quella misura naturalmente nel rispetto di tutte le compatibilità giuridiche".

"Intanto - conclude - stiamo predisponendo altre iniziative imperniate su un maggiore coinvolgimento delle società sportive e dei gestori degli impianti, cui potrebbero essere assegnati compiti di vigilanza interna agli stadi, così come raccomanda il Consiglio d'Europa. Ma è sulle società sportive e sui dirigenti che gravano particolari responsabilità: da tutti ci aspettiamo atteggiamenti e comportamenti più misurati, dentro e fuori dagli stadi, specialmente nei confronti delle tifoserie".

"La violenza negli stadi è una realtà inquietante per tutti noi" gli ha fatto eco il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini che ha colto l'occasione per ringraziare il responsabile del Viminale "per la solerzia e la collaborazione" con il Parlamento.